Una spina nel fianco. Il rendimento in crescendo di Nicolò Zaniolo, esploso in Champions, è un nervo scoperto in casa interista. Non aver creduto nelle potenzialità del ragazzo allevato in casa (giocava nella Primavera nerazzurra) è il maggiore rimpianto della squadra di Luciano Spalletti che gli ha preferito un calciatore più ‘vecchio' di 10 anni (Radja Nainggolan va per i 31 rispetto ai quasi 20 del golden boy giallorosso), la cui curva agonistica deve essersi spenta nella notte di quel Capodanno folle, molto cafone e poco professionale, che tante polemiche sollevò nella Capitale.

E fa tanta più rabbia perché nella Roma italiana di Eusebio Di Francesco (ben 7 giocatori) la duttilità tattica (contro il Porto è stato schierato anche da esterno destro), le qualità tecniche, la maturità mostrata si coniugano perfettamente con l'esperienza di De Rossi, il dinamismo di altre due (possibili) certezze Azzurre per la mediana, Cristante e Lorenzo Pellegrini.

Andrea Pirlo e Fabio Cannavaro, Azzurri Mondiali

Non è la prima volta, però, che la Milano nerazzurra sia costretta a fare i conti con delle scelte rivelatesi incredibilmente sbagliate. Ci sono almeno quattro casi clamorosi che hanno visto calciatori ‘scartati' o lasciati andare con troppa facilità dall'Inter che sono diventati pedine forti e ambite nel corso del tempo. Detto di Zaniolo (il primo giovane italiano a segnare una doppietta in Champions), la carrellata contempla anche atleti del calibro di Andrea Pirlo e Fabio Cannavaro. Il primo viene spedito in prestito tra Reggina e Brescia fino a essere ceduto al Milan e poi transitare alla Juventus infilando record e vittorie. Il secondo, prelevato dal Parma, vestì per un paio di stagioni la maglia nerazzurra poi volò a Torino e da lì spiccò il volo verso il Pallone d'Oro, consacrazione del Mondiale vinto in Germania nel 2006.

Da Bonucci a Coutinho, quando il mercato sposta gli equilibri

Nella ridda di nomi c'è anche quello di Leonardo Bonucci ma allora era ancora troppo giovane per spostare gli equilibri e l'Inter lo concesse al Genoa nella trattativa che assicurò Milito e Thiago Motta. Un ultimo esempio? Coutinho. Il brasiliano arrivò appena 18enne a Milano ma non riuscì mai ad ambientarsi e venne rivenduto al Liverpool per una cifra di 13 milioni di euro. Ad Anfield Road, quel ragazzo dalle spalle strette e considerato acerbo per il calcio italiano, divenne una star dal valore di mercato elevato: 135 milioni di euro, tanto pagò il Barcellona per strapparlo ai Reds. Quotazione attuale? Non inferiore ai 150 milioni.