Poche parole, ma decise. Cristiano Ronaldo rompe il silenzio e affida ai suoi profili social la risposta alle pesantissime accuse relative ad un presunto stupro nel 2009 che nelle ultime ore ha catalizzato l'attenzione mediatica. CR7 attende con tranquillità l'esito di indagini o processi, con la coscienza pulita rifiutandosi di andare oltre, contribuendo ad alimentare quello che ha definito come uno "spettacolo mediatico creato da persone che vogliono solo promuovere se stesse" a spese del calciatore della Juventus.

Cristiano Ronaldo e le accuse di stupro di Kathryn Mayorga

Dopo la divulgazione da parte del tabloid inglese The Sun, del video che mostra Ronaldo in discoteca nel locale Rain di Las Vegas con la grande accusatrice Kathryn Mayorga, CR7 ha deciso di dire la sua. Le immagini che mostrano CR7 in compagnia della donna che o accusò all'epoca (e lo fa di nuovo oggi che le indagini sono state riaperte in seguito a ulteriore denuncia) di violenza sessuale consumata nella suite del Palms Casino Resort hanno gettato ulteriore benzina sul fuoco.

Cristiano Ronaldo si difende sui social dalle accuse di stupro

Inevitabile dunque l'intervento pubblico di Cristiano Ronaldo che con poche perentorie parole, si è difeso dalle accuse. Questo il testo divulgato sui suoi profili Twitter e Facebook: "Respingo categoricamente le accuse di cui sono bersaglio. Considero lo stupro un crimine abietto, contrario a tutto ciò che sono e in cui credo. Mi rifiuto di alimentate lo spettacolo mediatico montato da chi si vuole promuovere a mie spese. Attenderò con tranquillità il risultato di qualsiasi indagine e processo, perché nulla mi pesa sulla coscienza".

Cosa rischia Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo dunque sembra intenzionato a non pronunciarsi più pubblicamente sulla vicenda raccontata sulle pagine di Der Spiegel (e in precedenza Football Leaks). Il campione trasferitosi in estate dal Real Madrid alla Juventus, attenderà dunque l'esito della vicenda scatenata dalle nuove accuse di stupro (Kathryn Mayorga ha avviato una causa legale dichiarando di essere stata pagata allora 375 mila dollari dal calciatore perché non desse seguito ad alcuna denuncia), per cui rischia anche un processo e un ‘eventuale condanna da un minimo di 15 anni al massimo dell'ergastolo (secondo la legislazione del Nevada).