Una bella punizione sventata da Oblak e la deviazione decisiva sul tiro del 2-0 di Godin. Bastano questi fotogrammi per scandire la serataccia in Champions di Cristiano Ronaldo. Lui mostra il ‘cinque', la manita, ai tifosi dell'Atletico che lo sbeffeggiano (come a dire… "io di Coppe ne ho vinte cinque, come i Palloni d'Oro, e loro zero") ma sarà proprio l'ex Real a uscire dal campo a testa bassa.

Non è facile dare un giudizio preciso alla partita di CR7 contro i colchoneros. Se consideriamo l’apporto di personalità dato alla squadra, un calciatore che non abbassa lo sguardo di fronte agli avversari più arcigni, che alza la testa anche quando Simeone fa il matto in panchina, serve e serve tanto in un ambiente del genere. Fra gli attaccanti della Juventus è stato di gran lunga quello più in partita, che ha cercato di fare più male ad una difesa serrata e soprattutto ad eludere i continui raddoppi che hanno tolto il fiato ai calciatori bianconeri. Mandzukic è andato alla lotta contro due belve come i centrali uruguaiani dell’Atletico, Dybala è piano piano letteralmente scomparso, dimostrando che da mezza-punta pura non riesce a giocare.

Se si vanno a vedere i numeri però il giudizio su Cristiano Ronaldo inizia a cambiare. Prendiamo la fase difensiva. Cristiano Ronaldo deve fare molto poco quando la squadra difende, ma deve contribuire almeno nella sua area di campo, preferibilmente la sinistra. Ma il fatto che abbia fatto ‘zero' contrasti vincenti, abbia intercettato ‘zero' passaggi e abbia commesso 1 solo fallo dimostra che non ha mai seguito il ritmo della squadra di Simeone, per poter essere almeno d’intralcio alla manovra.

In fase di impostazione pura ha sì avuto una ottima precisione nei passaggi, il 95,1%, ma sono stati tutti passaggi che non portavano vantaggi, tanto è vero che solo 2 passaggi-chiave, decisivi per arrivare al tiro o almeno smarcare un compagno in zona pericolosa, sono un numero ridicolo per chi invece deve creare il plus fondamentale. Ancora meno incisivo poi è stato con la palla fra i piedi, toccata 72 volte, molto di più ad esempio di Griezmann, che ne ha fatti 53, il che sta a dimostrare come abbia voluto accentrare il gioco, ma senza brillare, perché i dribbling falliti sono stati 4, come 4 sono state le palle perse, troppe se si vuole avere il centro del gioco nelle mani. Nella fase decisiva poi, Cristiano Ronaldo torna ad essere stato il migliore dei suoi, con 7 tiri tentati, anche se 1 solo, su calcio piazzato, è stato un tiro nello specchio della porta in questa partita.

Anche la mappa di gioco dice molto. E' completamente sbilanciata sulla sinistra del campo, dimostrando come l’Atletico Madrid lo ha disinnescato alla perfezione. Loro raddoppiano non per ripartire, come fa Klopp con il Liverpool, ma cercano di portare l’avversario in una zona di campo non pericolosa, quindi sull’esterno, per rubare palla con il raddoppio e reiniziare a giocare in verticale e a ritmi asincroni. Con Cristiano Ronaldo ci sono riusciti alla perfezione. Nonostante i giudizi sulla partita di CR7, resta che il miglior giocatore del mondo al ritorno deve prendersi la scena e fare di tutto per vincere e portare la Juventus avanti. Ci aspettiamo una partita monstre di Cristiano Ronaldo a Torino.