Immaginate di svegliarvi nel cuore della notte: avete un languorino, spalancate l'anta del frigorifero e ficcate il naso alla ricerca di qualcosa di buono. L'aria fresca si mescola agli odori che arrivano al vostro naso nemmeno fosse quello di un segugio da tartufo. Cristiano Ronaldo no, è qualcosa di diverso, irreale, sovrumano: lui nel cuore della notte si alzava per fare crioterapia, che pure c'entra col freddo ma non porta calorie… A raccontare uno dei dettagli della macchina perfetta chiamata CR7 è il suo ex preparatore atletico, Giovanni Mauri, ai tempi del Real Madrid allenato da Carlo Ancelotti. Ha lavorato per due anni a stretto contatto con il cinque volte Pallone d'Oro, abbastanza per comprendere quanta professionalità e quanto impegno l'uomo e il calciatore profondano dentro e fuori dal campo.

Sapete cosa faceva il fenomeno portoghese dopo le fatiche di Coppa? "Quando rientravamo alle due di notte dalle trasferte di Champions non sgommava a casa in auto – ha raccontato nell'intervista a Tuttosport -. No, si fermava almeno un’ora al centro sportivo per cure terapiche e crioterapia".

Come fai a stare dietro a un giocatore come l'ex Real Madrid? Magari è anche più semplice… a giudicare dall'esperienza condivisa in Spagna, nel periodo d'oro della Champions tornata a brillare al Bernabeu, prima che la crisi e la tempesta dei rapporti tra CR7 e presidente spazzasse via ogni cosa. "Cristiano è il più potente di tutti – ha aggiunto Mauri -. Campione nella testa e nel fisico, attento ad ogni segnale che gli invia il corpo. Diciamo pure che è come fosse preparatore di sé".

Dedizione, competitività e buon umore. Le parole d'ordine che l'ex preparatore del Real adotta per descrivere il modo di allenarsi della stella lusitana. "Una volta mi disse ‘prof, troppa acqua ammazza le piante'… Cosa voleva dire? Che carichi di lavoro troppo pesanti in un certo momento avrebbero solo potuto fare male al suo fisico. Lui è uno che conosce bene il proprio corpo, anche Maldini era così".