Cosa ha detto Paulo Dybala a José Mourinho nel finale incandescente della gara di Champions? L'espressione del viso non era certamente di Joya e dal labiale del calciatore non è facile interpretare con chiarezza cosa abbia detto. Lo avrà semplicemente beccato per quell'esultanza polemica? Gli ha rivolto un insulto? Lo ha sbeffeggiato a sua volta? Lo ha redarguito perché, anche se vinci segnando 2 gol in 4 minuti, devi mantenere il fairplay?

Chissà cosa s'è lasciato sfuggire per il nervosismo e per la trance agonistica il calciatore argentino. Le immagini hanno fatto il giro della Rete dividendo le opinioni degli utenti tra l'esaltazione dei tifosi bianconeri solidali con il giocatore (che "ha fatto bene a rispondere a quel pagliaccio") e chi invece – non necessariamente interista – s'è schierato dalla parte del manager portoghese (che "ha fatto bene ha reagire dopo tutti quegli insulti ricevuti").

Il dubbio, però, resta: cosa ha detto Dybala a Mourinho? Proviamo a ricostruire cosa è successo poco dopo il triplice fischio del direttore di gara. Il tecnico dei Red Devils, che poco prima era stato offeso duramente dalla Curva juventina, sorride beffardo, porta la mano destra all'orecchio e fa una smorfia ironica. Sembra dire: "Che c'è, adesso non urlate più? Non vi sento…". Dopo il gesto delle manette, il segno del triplete l'ex allenatore dell'Inter aggiunge un'altra immagine da ricordare a corredo della rivalità sportiva col popolo bianconero.

I calciatori della Juventus si avvicinano a lui. E' Bonucci a scambiare qualche battuta con José Mourinho, il difensore lo rimprovera ma lui tira diritto ed è in quel momento che gli passa accanto Paulo Dybala. L'argentino non si ferma, guarda l'allenatore di sbieco, protende il collo verso di lui e gli mormora qualcosa. "Sei un coglione", dicono in Rete. Ma sarà stato proprio così? O forse gli avrà detto "Sei un buffone", "Stai zitto…"? Scherzi degli accrescitivi e della tensione.