"Ma che cazzo di domanda è questa? Ma non rompermi il cazzo…". Ivan Juric risponde così a un giornalista che in conferenza stampa, dopo la gara persa nel finale contro il Napoli, gli chiedeva se avesse sentito il presidente Preziosi. Gli rode ed è normale. Magari a mente fredda capisce che un conto è mettere la mano all'orecchio per replicare a chi ti ha insultato per 90 minuti, altro è fare quel brutto gesto con la mano accompagnato da parole irriguardose. Una reazione che non trova giustificazione rispetto ad alcuna offesa ricevuta. Era un quesito sciocco? Può darsi. Era una domanda posta male? Può darsi. Ma c'è modo e modo di rispondere e tra questi sicuramente farlo con maleducazione è quello sbagliato.

Nel merito, invece, la questione sottoposta non è di poco conto, considerate le voci di un possibile esonero che erano circolate dopo la sconfitta umiliante subita a San Siro contro l'Inter la settimana scorsa. Cinque gol, prestazione da dimenticare e la scelta di lasciare Piatek in panchina avevano attirato critiche sul tecnico chiamato a risollevare il Grifone perché il patron era scontento di Ballardini.

Nervoso. Deluso. Arrabbiato. L'adrenalina tira un brutto scherzo all'allenatore dei liguri che ha una reazione sopra le righe, maleducata, come un calcio sugli stinchi o un tackle sulle caviglie. I rossoblù, in vantaggio di un gol, non sono riusciti a contenere l'intensità agonistica di un avversario che ha ci ha messo cuore, fisicità e quando non ha potuto aggrapparsi alla tecnica s'è dimostrato caparbio abbastanza da trovare prima il pareggio poi il raddoppio all'ultimo assalto, sia pure in maniera fortunosa su un campo impraticabile. E Juric dell'onore delle armi proprio non sa che farsene.

La squadra abbia fatto tutto quello che volevo – ha ammesso Juric commentando la gara -. Ci sono state tante cose positive contro una squadra fortissima. Abbiamo concesso poco e niente. L’acqua ha limitato le nostre ripartenze. Perdere così come col Milan su una punizione innocua brucia molto.