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Juventus Champions League 2018-2019

Correa su Bernardeschi come Marega su Schick: adesso l’UEFA come si giustifica?

Marega ‘sgambetta’ da dietro Schick, ma Cakir non fischia il rigore (col VAR che tace). Correa commette lo stesso fallo su Bernardeschi e Kuipers indica il dischetto (con VAR che conferma). L’UEFA adesso come giustificherà la diversa decisione arbitrale presa su due episodi identici e determinanti?
A cura di Alessio Pediglieri
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Stesso fallo, due decisioni differenti. E differenti anche i destini delle due squadre che lo hanno subito, Juventus e Roma. Perché allo JStadium, ad una manciata di secondi dal fischio finale che avrebbe portato le squadre ai supplementari, l'arbitro Kuipers ha fischiato lo ‘sgambetto' in area nei confronti di Bernardeschi, mentre una settimana fa, a Oporto il direttore di gara Cakir non ha voluto fischiare l'intervento su Schick nel finale di partita.

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Ed è nata una feroce polemica soprattutto sui social network e non solo, al di là di bandiere, colori, sudditanze e presunti torti. Perché su Bernardeschi – giustamente – è stato fischiato il penalty mentre sull'attaccante giallorosso no? La dinamica dei falli e delle azioni incriminate è la medesima e avrebbe permesso alla Roma di giocarsi dal dischetto l'accesso ai quarti proprio come è accaduto per la Juventus.

Al netto dei complottisti che vorrebbero un'Italia ridimensionata in Europa, resta il fatto che nella prima Champions League con il VAR c'è già una inspiegabile dicotomia di giudizio laddove si vorrebbe e si pretenderebbe uguaglianza di giudizio: o è rigore, oppure non è rigore. Sempre, non a seconda di arbitro e addetti alla moviola.

Il gol della vittoria è arrivato all’86’ grazie a CR7 con calcio di rigore per il fallo commesso dal giocatore dell'Atletico Correa su Bernardeschi. CHe ha riportato alla mente immediatamente al fallo di Marega su Schick in Porto-Roma, non fischiato da Çakir e passato inosservato anche dal Var.

L'UEFA adesso dia una spiegazione plausibile

La palla, adesso, passa all'UEFA che dovrà dare una spiegazione e una giustificazione alla differente interpretazione sul medesimo episodio arbitrale. Il guado è profondo: ammettere l'errore di Cakir vorrebbe dire dare ragione alle polemiche giallorosse e considerare la gara di Oporto ‘falsata' da una svista imperdonabile in coabitazione con il VAR (ulteriore aggravante). Considerare il tocco su Bernardeschi non passibile di sanzione dagli 11 metri (con l'appoggio del VAR) risulterebbe un autogol imbarazzante oltre a dover dar di conto a chi, da sempre, parla di sudditanza verso i ‘poteri forti'.

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