Come sta Gianluca Vialli? E' la domanda di tifosi e appassionati di calcio da quando l'ex attaccante della Samp, della Juventus e del Chelsea ha trovato la forza per raccontare in un libro la propria esperienza, parlando del tumore e di come sia cambiata la sua vita negli ultimi tempi. Le cure hanno avuto gli effetti sperati ma la battaglia non è finita anche se il peggio è passato. "Non so come finirà – raccontò in un'intervista in tv – me la sono fatta addosso. Spero un domani di vedere le mie figlie sposate". Oggi l'ex punta della Nazionale è opinionista in tv e nel mondo del calcio c'è rimasto da osservatore esterno. Secondo le ultime notizie, però, presto potrebbe tornare in campo accanto al ‘gemello' di sempre, Roberto Mancini, nel ruolo di capo delegazione della Nazionale. Assieme conquistarono lo scudetto con la Samp nel '91 e l'anno successivo arrivarono in finale di Coppa Campioni.

C’è una cosa che non gli ho mai detto – ha ammesso Roberto Mancini alla Gazzetta dello Sport – per me Luca è sempre stato un esempio per l’impegno e la serietà con cui faceva le cose. Per questo è stata ancora più difficile da accettare la malattia. Per me era come se si fosse ammalato un fratello.

Nella giornata odierna Vialli è stato ricevuto nella sede di via Allegri dal presidente della Figc Gabriele Gravina, che ha pensato a lui per questo ruolo importante. Non ha detto subito sì, ha preso un po' di tempo pensarci su. Un innesto importante nella ‘squadra' Azzurra che prova a rilanciarsi dopo il disastro della mancata partecipazione al Mondiale di Russia 2018. A marzo inizierà il torneo di qualificazione per Euro 2020, il trofeo che rappresenta l'occasione per riscattare il passato recente. Vialli ha indossato la maglia Azzurra in 59 partite segnando 16 gol con l'exploit delle semifinali all’Europeo 1988. "Non sono un sopravvissuto, ma un guerriero", ha scritto di recente in un post. E di guerrieri ha bisogno questa Italia che vuol tornare vincente.