Un cuore rosso su una maglia azzurra e il battito costante in sottofondo. E' così che Gianluca Vialli ringrazia quanti hanno voluto dedicargli un incoraggiamento, un pensiero speciale, sincera vicinanza emotiva dopo aver confessato pubblicamente di essere stato aggredito in tackle dal peggiore avversario di sempre: il tumore. "Sto bene ma non so come finirà", ha ammesso nei giorni l'ex attaccante della Nazionale che nel messaggio ha sfoderato la stessa grinta che metteva in campo da calciatore: "Il vostro supporto mi rende più forte. Grazie. Non sono un sopravvissuto, ma un guerriero". La partita non è ancora finita, nell'ultimo anno a costo di "mettere maglioni sotto la camicia" ha lottato contro la malattia e forse l'ha sconfitta.

La rivelazione. Nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera ha raccontato che valore assume la vita quando la vita stessa arriva e, senza bussare alla porta, irrompe impetuosa dentro casa e squassa ogni cosa. Quelle parole, la sua situazione, hanno alimentato il tam tam di amici, ex compagni di squadra, dirigenti: tutto il mondo del calcio italiano s'è stretto intorno al ‘9' che con la Samp (assieme a Mancio, oggi ct dell'Italia) ha scritto una delle favole più belle, di quelle che nascono sul prato verde e germogliano tra sbuffi e spintoni, lacrime e sudore, gioia e dolore. E' il football, è la vita. Sempre in bilico sul filo del fuorigioco.

I messaggi d'incoraggiamento. Gianni Rivera, l'ex ‘abatino' del Milan (così lo chiamava Gianni Brera) gli ha riconosciuto "il coraggio del guerriero", mentre Giuseppe Marotta (ex dirigente della Juventus, ora all'Inter) ha definito Luca Vialli "un esempio da imitare". Quella di parlare della malattia pubblicamente è stata "una scelta consapevole che ci avvicina tutti a lui", per Damiano Tommasi. L’Inter ha scritto su Twitter: "Tifiamo per te". A tutti, dall'Italia all'Inghilterra dove ne hanno apprezzato le qualità da calciatore e poi tecnico del Chelsea, l'ex calciatore ha risposto con un ‘grazie commosso'. Un cuore che batte sulla maglia azzurra. Coraggio Luca, anche se il meglio è passato c'è ancora un futuro da vivere, scrivere, raccontare. In tv, dopo la Champions o la Nazionale.