In attesa di capire come si evolverà il mercato del Napoli, con James e Icardi sempre al centro delle idee societarie, Giuntoli è ad un passo dal chiudere un’operazione intelligente concretizzando una solida operazione di scouting vista futuro. Gli azzurri, infatti, sembrano vicini all’arrivo del talentuoso attaccante ecuadoriano Leonardo Campana del Barcellona Sporting Club di Guayaquil per rinforzare l’attacco della Primavera napoletana e chissà, in attesa di Maurito o Llorente, dare una mano alla prima squadra di mister Ancelotti.

Tutta la trafila nel Barcellona Sporting Club, poi l’esplosione nel Sub-20

Leonardo Campana Romero nasce il 24 luglio del 2000 a Guayaquil città centro-occidentale dell’Ecuador. E qui, sul fiume Guayas, rotta principale dei commerci cittadini, Leonardo inizia a giocare a calcio compiendo l’intera trafila nelle giovanili del Barcellona Sporting Club, compagine più titolata del Paese con 15 titoli nazionali a referto. Gol a grappoli, fisico di altra categoria e un ottimo mancino gli consentono, a 18 anni e 7 mesi, di esordire nella LigaPro Serie A contro l’Independiente del Valle. Termina la stagione, la prima fra i grandi, con tre gol in 10 presenze globali, coppa ecuadoriana compresa.

Ma il vero boom, Campana lo fa nel Sudamericano Under 20 dove lui, da alfiere centrale della selezione di Jorge Celico, sigla sei reti in nove gare permettendo alla Tricolor di ottenere il primo successo internazionale della storia della nazionale giallo-rossoblù. Tre mesi più tardi, in Polonia, nel mondiale Under 20, l’Ecuador sfiora la finale, vince la finalina per il terzo e quarto posto con l’Italia ed esibisce, sia pure con un solo assist a bilancio, il talento di Campana. Volato, però già a marzo, nei grandi dell’Ecuador a 18 anni, 8 mesi e 26 giorni.

Caratteristiche tecniche e costo dell’operazione

Un talento assoluto dicevamo. Un talento che si esprime al meglio da prima punta, specie in un 4-2-3-1 con tutti gli esterni d’attacco pronti a servirlo, facendo leva su un fisico poderoso da 187 cm. A cui, ovviamente, abbina un ottimo colpo di testa, considerato uno dei fondamentali migliori del ragazzo. Che però non disdegna il palleggio, il fraseggio palla a terra disponendo di un mancino davvero educato, forte e soprattutto preciso. Doti, queste, che lo rendono simile al polacco Milik, in termini di partecipazione alla manovra e che spingono gli azzurri a investire una robusta cifra per averlo: 5 milioni di euro per strapparlo al Barcellona Sporting Club.