Le amichevoli estive servono anche a saggiare le doti di chi, in prima squadra, finora, non si è mai affacciato. Per apprezzarne le doti e leggerne il futuro. Parliamo di giovani talenti, baby fenomeni del calcio mondiale attesi, da un momento all’altro, alla loro prima esposizione mediatica, alla loro prima annata da coprotagonisti a livelli calcistici più alti, elevati e competitivi. Ci riferiamo, nello specifico, al giovanissimo classe 2002 Isaac Lihadji che, proprio domenica sera contro il Napoli, ha vissuto una sorta di battesimo di fuoco nel suo Olympique Marsiglia mostrando, anche al pubblico italiano incollato ai televisori, tutte le sue incredibili qualità e i suoi straordinari margini di miglioramento. Con quella casacca, quella dell’OM, dove tutto è cominciato a partire dallo scorso 2014. Qui, infanzia, crescita, potenzialità, caratteristiche tecniche e valore di mercato del nuovo Dembélé del calcio transalpino.

Marsigliese doc, ma con un provino al Barça

Nato a Marsiglia il 10 aprile del 2002, quando la sua Francia si preparava al disastroso mondiale nippo-coreano, Isaac Lihadji ha sempre vissuto nella città del sud del Paese coltivando fin da piccolo la speranza di diventare un calciatore professionista. Un esterno d’attacco imprendibile. E qui, in una famiglia proveniente dalle Isole Comore (isole che si trovano nella parte centro-orientale dell’Africa), Isaac cresce con in mente solo questo obiettivo che il talento naturale avvicina giorno dopo giorno. Tanto da entrare subito nell’accademia locale dell’FC Septemes dove, nell’arco offensivo dei celesti, è davvero imprendibile. Tanto da attrarre, a 10 anni, le attenzioni del Barcellona che lo portano alla Masia per un provinole attenzioni del Barcellona che lo portano alla Masia per un provino.

Chaque chose a sont temps⏳

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Ovviamente, brillantemente superato con i dirigenti azulgrana prontissimi ad accoglierlo nel miglior settore giovanile spagnolo. Ma i genitori, e lo stesso piccolo talento, declinano l’offerta per restare a ‘casa’ nel Septemes in attesa dell’Olympique Marsiglia. Che, puntuale, nel 2014, arriva e lo inserisce nel proprio vivaio riuscendo a eludere la decisa e nutrita concorrenza di Juventus, Inter, Milan, Manchester United e RB Salisburgo. Il resto, comprese le recenti convocazioni nell’Under 16 e poi nell’Under 17 francese, con 1 gol in 11 partite, e la nomina a miglior giovane di tutta la cantera dell’OM dello scorso novembre, è storia recente. Come quello zero nella casella dei minuti giocati da professionista e un precampionato da stellina assoluta, come miglior preludio a una stagione davvero molto importante per lui.

Caratteristiche tecniche: ala offensiva, dribbling e velocità. Somiglia a Ousmane Dembélé

Sono bastati pochi istanti, ancor meno palloni accarezzati contro il Napoli per rendersi conto del vasto giacimento di talento a disposizione dell'originario delle Comore. Lihadji, in pochi minuti, ha subito ingaggiato un bel duello col dirimpettaio Mario Rui che ha dovuto faticare non poco, talvolta con le maniere forti, per arginare la voglia, l'entusiasmo e l'estro del marsigliese. Che fa del dribbling, della velocità, della fantasia palla al piede, dell’agilità nello stretto un autentico marchio di fabbrica. Con un fisico longilineo, ma robusto quanto basta, risulta spesso imprendibile sulla corsia destra. Posizione preferita da cui poi guadagnare spazio per liberare il suo preciso mancino. Piede naturale e origine dei suoi guizzi, dei suoi funambolismi che somigliano tanto a quelli di un ex golden boy, ora al Barcellona, come Ousmane Dembélé, ispiratore di Lihadji e idolo, insieme con Messi, del classe 2002. Bravo, poi, a giocare a destra in un 4-3-3 o in un 4-2-3-1 ma anche come trequartista in un 4-3-2-1 o da seconda punta.

Valore di mercato in ascesa, e il suo agente Sissoko spinge per il maxi-ingaggio

Le sue doti abbinate ad un’età imbarazzante per quanto fatto già vedere, ricordiamo, 17 anni, mettono Lihadji sulla mappa dei migliori prospetti del calcio transalpino. Solitamente, specie negli ultimi anni, molto, molto prolifico. E così, il valore del ragazzo sale, anche senza mai aver messo piede ufficialmente con la prima squadra in un rettangolo verde, con i rilevatori di mercato che parlano già di una quotazione intorno agli 8 milioni di euro. Soldi che però l’OM potrebbe non vedere mai se prima il presidente Eryaud e il Ds Zubizarreta non riusciranno ad allungare il contratto del ragazzo in scadenza il prossimo 2020.

Ma i primi abboccamenti col suo agente, Sissoko, sono andati completamente a vuoto con l’entourage del 2002 a sparare cifre altissime per fargli firmare il prolungamento. Bizze? Forse, più semplicemente la convinzione di poter trovare subito un club disposto a soddisfare le pretese di Lihadji, che ha già un accordo di sponsorizzazione tecnica con Adidas, con la Juventus, l’Inter e poi il Barcellona e il Manchester United molto, molto interessate.

#x19 #daretocreate #createdwithadidas Affaire à suivre…💎

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