Nonostante sia ancora in corsa per un piazzamento Champions e vicino al traguardo dei quarti di Europa League, il futuro del Chelsea di Roman Abramovich rimane nebuloso. A complicare il lavoro della dirigenza londinese e di Maurizio Sarri, è il blocco del mercato che la Fifa ha recentemente imposto al club inglese per violazioni relative al trasferimento di 29 giocatori minori di 18 anni. Una sanzione che è stata confermata anche dopo la richiesta di sospensiva presentata nelle ultime ore dal Chelsea, che sperava di evitare i paletti per le prossime due sessioni di mercato.

In attesa del verdetto finale del TAS, ultimo salvagente per cercare di risolvere la situazione, il club di Stamford Bridge dovrà dunque ripensare alle sue strategie di mercato e far fronte all'impossibilità di tesserare nuovi giocatori, a livello nazionale e internazionale, "per i prossimi due periodi di registrazione completi e consecutivi". In pratica, fino al 2020 Abramovich avrà le mani legate e non potrà acquistare nuovi giocatori: un problema che potrebbe anche far saltare il riscatto di Gonzalo Higuain, arrivato a Londra dalla Juventus a titolo temporaneo.

Il disappunto del Chelsea

La decisione della commissione d'appello della Fifa, non è stata ovviamente accolta con soddisfazione dalla dirigenza dei Blues che ha manifestato la propria indignazione per il diverso trattamento destinato al Chelsea, rispetto a quello che in precedenza era stato dedicato a Real Madrid, Atletico e Barcellona che avevano invece ottenuto la sospensione della sanzione. La società londinese si è così fatta sentire attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sul sito: "In tutti i casi precedenti di sanzioni imposte dalla Fifa – si legge nel comunicato – è stata concessa la sospensione della pena fino al termine del processo d'appello. Il Chelsea ritiene di aver ricevuto un trattamento incoerente rispetto ad altri club europei".