Molti tifosi e appassionati di calcio hanno ancora negli occhi il suo addio tra le lacrime all'Atletico Madrid. Un rapporto viscerale quello di Diego Godin con la piazza dei colchoneros, fortificato in otto stagioni di comune militanza, culminate in successi, grandi gioie ma anche due finali di Champions League perse al seguito di un comandante del calibro di Simeone. All'Inter, dunque, la sua storia calcistica si arricchirà di un'altra tifoseria che segue in maniera molto intensa le sorti della squadra, nonché di un allenatore con la stessa tempra del Cholo, Antonio Conte.

Per il classe '86 non potrebbe esserci finale di carriera migliore, alla corte di un tecnico che ha dimostrato di saper gestire in maniera esemplare i talenti "stagionati" (si pensi a Pirlo). Al suo fianco avrà inoltre due giovani difensori di grande qualità, come Skriniar e De Vrij, che potranno abbeverarsi alla sua conoscenza del gioco, all'esperienza sui grandi palcoscenici e alla maturità in ambito internazionale, anche nelle vesti di capitano dell'Uruguay.

Ruolo e caratteristiche tecniche

Difensore vecchio stampo che fa dell'abnegazione, dell'acume tattico e della concentrazione in marcatura i suoi principali punti di forza, insieme a una grande abilità nel gioco aereo che gli permette di far la differenza anche nelle aree avversarie. Fisicamente strutturato, dotato di visione di gioco e forza nell'anticipo, sopperisce così a una velocità di base non troppo elevata. Leader e giocatore d'esperienza, all'Atletico Madrid ha prima giocato in coppia con il più esperto Miranda (di due anni più grande e ora in procinto di lasciare proprio l'Inter), poi con Gimenez, Savic e Felipe che ha contribuito a far crescere e maturare al suo fianco, con il primo inscindibile da lui anche in nazionale uruguayana. Difensore centrale abituato a giocare in una linea a quattro, ha qualità ed esperienza per adattarsi anche in altre situazioni tattiche.

Considerazione di Conte

L'acquisto di Godin è stato formalizzato prima dell'arrivo di Conte alla corte dell'Inter ma siamo certi che, potendo scegliere, il tecnico salentino avrebbe ugualmente puntato sul Faraone uruguayano. Prototipo di giocatore che piace all'ex juventino, ha esperienza, peso specifico e qualità utili ad accelerare il processo di crescita di una squadra chiamata con Conte a compiere il definitivo salto di qualità dopo due quarti posti di fila. Con ogni probabilità Godin sarà, nella difesa a tre che ha in mente il tecnico nerazzurro, l'equivalente di Chiellini sul piano tecnico-tattico e di Barzagli sotto il profilo dell'esperienza e della leadership. E se la GDS (Godin-De Vrij-Skriniar) sarà forte quanto la BBC juventina di epoca contiana, ci sarà da divertirsi dalle parti di Appiano Gentile.

Bonus e malus

Trentuno gol e 20 assist, considerando tutte le competizioni disputate con Villareal e Atletico Madrid dal 2007 al 2019. Il massimo in carriera in un torneo sono stati i quattro centri nella mitica stagione 2013-2014 con i colchoneros campioni di Spagna e finalisti in Champions League; annata nella quale riuscì ad aggiungere anche 2 reti in Coppa del Re e altrettante in Champions League. L'ultimo torneo in Spagna lo ha comunque chiuso con tre realizzazioni e un passaggio vincente in Liga, un gol e due assist considerando anche le coppe. In termini di malus, è difensore rude ma corretto. Ciononostante ha chiuso spesso la stagione in doppia cifra in termini di cartellini gialli (è successo nel 2016-2017 con 10, 11 nel 2014-2015, altrettanti nel 2013-2014 e 14 nel 2008-2009).

Fascia al fantacalcio e costo

Non fosse altro per il prestigio, la carriera e le qualità, la prima fascia tra i difensori è di diritto. A maggior ragione considerando le qualità da difensore goleador. La quotazione nei tornei pubblici dovrebbe aggirarsi poco sotto i 20 fantamilioni; mentre in una lega privata – immaginando un budget di 500 crediti – ci si potrebbe spingere fino a 30-35.