Non è il primo, e purtroppo non sarà l'ultimo. Nella "rosa" degli ex calciatori finiti sul lastrico, da oggi è entrato a far parte anche Cafu: l'indimenticato "pendolino" di Roma, Milan e della nazionale brasiliana campione del mondo nel 1994 e 2002. Il quarantanovenne di San Paolo, è stato infatti travolto dai debiti della Capi-Penta International Player: la sua società di procuratori sportivi, costituita nel 2004 insieme alla moglie Regina, per gestire la sua carriera e quella di altri atleti.

Secondo fonti rilanciate dal quotidiano Folha de Sao Paulo, il buco sarebbe di diversi milioni e la mancata copertura di prestiti e debiti contratti in questo anni avrebbe inoltre provocato la decisione del giudice di un Tribunale brasiliano di portar via a Cafu cinque immobili e il successivo pignoramento di altre 15 proprietà sempre intestate a Cafu e alla moglie.

Cafu costretto a chiudere la sua fondazione

La situazione finanziaria dell'capitano della Selecao pare sia davvero molto preoccupante. Un crack finanziario che avrebbe inoltre costretto il brasiliano a chiudere dopo quindici anni la "Fondazione Cafu" e la relativa scuola della comunità di Irene Garden (quartiere dove l'ex giocatore è nato e cresciuto) che fino ad oggi aveva ospitato e regalato la possibilità ad un migliaio di bambini di frequentare corsi professionali.

"È un mio problema personale – ha fatto sapere l'ambasciatore del Brasile ai prossimi Mondiali del 2022 in Qatar – Posso dare i miei immobili, la mia macchina, la mia casa, posso dare quello che voglio per pagare i debiti". Gli appartamenti nelle mani dell'ex terzino della Selecao sarebbero in tutto 32. Oltre a quelli a San Paolo e Alphaville, Cafu e la moglie possiedono infatti una casa a Barueri, una sulla costa di 1.080 metri quadrati e diverse terre all'interno di San Paolo: beni che vennero acquistati dalla coppia quando il brasiliano era ancora in attività.