Nel mondo del calcio è difficile trovare personaggi coerenti. Piaccia o no, José Mourinho è probabilmente uno dei pochi. Il resto del panorama calcistico mondiale, è infatti quasi tutto composto da giocatori, allenatori e dirigenti capaci di dire una cosa un giorno e di fare l'esatto contrario il giorno dopo. E così, a pochi giorni dal probabile passaggio di Marotta alla corte di Suning ("L'Inter? Sono imbarazzato, non sa perdere", attaccò l'ex ad della Juventus nel febbraio 2017) e dalla sfida che si preannuncia rovente tra Spalletti e Allegri del prossimo 7 dicembre, capita anche di vedere Bonucci prendere le difese della curva juventina.

La reazione del difensore bianconero al gesto di Mourinho è comprensibile, ma ciò che molti non hanno capito è perché l'ex capitano del Milan si sia preso la briga di ricordare al portoghese che così non ci si deve comportare. Proprio lui che, dopo aver mosso i primi passi da calciatore nell'Inter, aveva risposto ai fischi e agli insulti pesanti degli ultrà bianconeri festeggiando il gol del pareggio rossonero, nel match dello scorso marzo, con il suo solito gesto del "sciacquatevi la bocca".

Il ritorno a San Siro

Un atteggiamento provocatorio tanto quanto quello di Mourinho, che da parte del giocatore venne completamente dimenticato il giorno in cui chiese di tornare a Torino, dove ovviamente lo accolsero come un traditore riempiendolo ancora una volta di insulti. Gli stessi che, purtroppo, il buon Leo riceverà domenica prossima in occasione del suo ritorno a San Siro davanti ai tifosi del Milan.

"Andare al Milan è stato un errore", dichiarò qualche settimana fa il difensore di Allegri. Poche parole per ammettere di aver sbagliato e per rinnegare una società che lo aveva non solo strapagato ma anche investito di un ruolo importante (il capitano) che, nel passato, era stato ricoperto da uomini come Rivera, Baresi e Maldini: giocatori che di valori come coerenza, correttezza e appartenenza alla maglia ne avevano fatto davvero una scelta di vita.