Se l'addio di Higuain e l'arrivo a Milano di Piatek hanno sorpreso tutti, allora che dire della trattativa che ha portato Kevin Prince Boateng al Barcellona? All'età di trentadue anni e con alle spalle esperienze tutt'altro che indimenticabili come a Las Palmas e Francoforte, il giocatore ghanese è infatti passato in poche ore dal calpestare l'erba del Mapei Stadium di Reggio Emilia, a palleggiare sorridente al Camp Nou di Barcellona. Da un campionato di media classifica come quello neroverde, alla lotta per conquistare la Liga e alla possibilità di giocare in Champions League. Il tutto grazie ad una trattativa di mercato che nessuno si sarebbe neanche lontanamente immaginato fino alle scorse ore.

La stima per De Zerbi

Ma per quale motivo il club blaugrana ha puntato sull'ex milanista? Qual è la strategia del club "más grande del mundo" e cosa intende farne di Boateng l'allenatore Ernesto Valverde? Confortato dalle ultime prestazioni del giocatore, vicine a quelle della sua prima annata al Milan (coincisa con lo scudetto targato Allegri), e dalla necessità di trovare un calciatore con le sue caratteristiche, con buona esperienza e che conoscesse già bene il campionato spagnolo, il Barcellona ha così deciso di puntare sull'usato sicuro: su quel campione rifiorito grazie a De Zerbi: tecnico che gode di ottima credibilità e stima dalle parti della capitale catalana.

La svolta blaugrana

Probabilmente consigliato da Ariedo Braida, ex dirigente rossonero ai tempi del Boateng milanista, il ghanese rispecchia infatti il nuovo profilo sul quale la società del presidente Bartomeu ha scelto di mettere gli occhi. Dopo gli arrivi di Vidal e Murillo, anche l'ex Sassuolo rientra infatti nei nuovi parametri blaugrana: quelli del giocatore fisicamente integro, pronto da lanciare in campo subito, dal basso costo e disponibile a fare la riserva a Luis Suarez senza battere i piedi per terra. Nella sua nuova veste tattica di "falso nueve", Boateng può inoltre offrire interessanti opzioni tattiche a Valverde giocando in ogni posizione del tridente offensivo, senza entrare in conflitto con il raggio d'azione di sua maestà Leo Messi.

Il coinvolgimento tattico di Boateng

L'ipotesi di un suo coinvolgimento a fianco del pistolero Suarez non è infine così blasfema. Forte fisicamente, in grado di ricevere e difendere il pallone nel gioco a palla lunga e spalle alla porta, Boateng potrebbe rivelarsi un partner ideale per l'uruguaiano grazie ai suoi movimenti e alla sua presenza nell'area di rigore avversaria. Un panchinaro di lusso, insomma, che Valverde potrà far giocare in assenza del suo centravanti titolare e mettere in competizione con Coutinho e Dembélé. Il tutto senza dimenticare l'occasione per la società spagnola di aprire un canale di collaborazione con il Sassuolo: club che ha dimostrato nel corso degli anni di saper coltivare campioni e di far resuscitare giocatori non proprio di primo pelo. Esattamente come Kevin Prince Boateng.