Il carattere spesso focoso di Diego Costa è il suo più grande limite. L'attaccante dell'Atletico Madrid lo ha dimostrato anche nella sfida contro il Barcellona: terminata 2-0 per i catalani grazie alle reti di Luis Suarez e Leo Messi. Una sconfitta pesante per la formazione del Cholo Simeone, che ora rischia di perdere il suo attaccante per diverse settimane dopo l'espulsione arrivata nel primo tempo.

A rendere ancor più difficile il match per i colchoneros, è stato infatti il cartellino rosso a Diego Costa e l'inferiorità numerica con la quale i rojoblancos hanno dovuto fare i conti per più di un tempo. La partita del calciatore brasiliano naturalizzato spagnolo è terminata al 28esimo, dopo i gravi insulti urlati in faccia all'arbitro Gil Manzano e la successiva decisione del fischietto spagnolo che ha mandato l'attaccante dei Colchoneros sotto la doccia.

Il referto dell'arbitro e il consiglio di Piqué

L'entità della squalifica di Diego Costa verrà resa nota nelle prossime ore, quando il Giudice Sportivo analizzerà il referto dell'arbitro. Secondo i media spagnoli, nel documento compilato dal direttore di gara, ci sarebbe traccia delle gravi offese dell'attaccante dell'Atletico Madrid: "Diego Costa è stato espulso per il seguente motivo – si legge nel referto – ovvero per aver parlato con me a voce alta dicendo quanto segue: Me cago en tu puta madre!!".

Il raptus di follia del centravanti madrileno è terminato anche grazie all'arrivo di Piqué (compagno di squadra in Nazionale), che lo ha calmato con la frase: "Stai zitto adesso! Vuoi che ti diano quattro giornate di squalifica?". E' proprio l'entità della punizione è la preoccupazione maggiore per l'Atletico Madrid. Nonostante le scuse e le giustificazioni del giocatore, pare inevitabile una dura sanzione. Stando a quanto previsto dal regolamento, l'ex Chelsea potrebbe andare incontro ad una squalifica tra le quattro e le dodici giornate e rischiare di concludere anzitempo il suo campionato, dato che al termine della Liga mancano solo sette giornate.