Per Alvaro Morata il ritorno a Torino è stato tutt'altro che felice. L'attaccante spagnolo è stato acquistato a gennaio dall'Atletico Madrid e il destino lo ha messo subito contro la sua ex squadra, la Juventus. Il legame di Alvaro con la città sabauda è buono ma dal punto di vista sportivo la gara di ieri sera è stato un vero e proprio "fracaso", come direbbero gli spagnoli. La preparazione della gara per Morata è stata moto diversa dagli altri e infatti Diego Pablo Simeone ha chiesto al suo calciatore di non farsi distrarre dall'ambiente e dagli amici che hanno approfittato del suo arrivo nel capoluogo piemontese per passare a salutarlo. Tutto è rimasto ai saluti e alle visite ma solo la sera prima della partita, nessun contatto nel giorno della gara. Nessuna foto e nessuna forma di altro saluto.

L'allenatore dei colchoneros ha imposto al suo calciatore di non incontrare nessuno, ma nemmeno di fare un cenno di risposta agli eventuali tifosi bianconeri che richiamassero la sua attenzione nel tragitto in pullman dall'albergo allo stadio. In pratica, si tratta di un modo di isolarsi e provare a tenere alta la concentrazione ma non è servito a nulla visto che lo spagnolo ha faticato contro la sua ex squadra, ha perso un pallone che ha avviato l'azione del primo goal di Cristiano Ronaldo e si è reso pericoloso davanti alla porta di Szczesny soltanto una volta.

Il low profile chiesto, voluto e ottenuto dal Cholo Simeone non è servito perché l'Atletico Madrid è uscito in malo modo e Alvaro Morata è rientrato negli spogliatoi affranto e sconsolato dopo essere stato protagonista di un faccia a faccia con Chiellini che Bonucci ha subito sedato. Visti i suoi trascorsi in Piemonte lo spagnolo avrà altre occasioni per tornare a Torino con il sorriso sulle labbra ma ieri sera la sua mimica era abbastanza eloquente.