La Curva Nord dell'Inter si schiera apertamente contro l'idea di concedere lo stadio di San Siro all'Atalanta per le partite interne di Champions League. La tifoseria organizzata nerazzurra attraverso un comunicato ufficiale diramato su Facebook ha dimostrato di non gradire questa prospettiva, che ha già ricevuto il sì del sindaco di Milano Sala e del club di Suning (si attende la risposta del Milan). A tal proposito i sostenitori della Curva nerazzurra sono pronti anche a dar vita ad una forma di protesta.

L'Atalanta chiede di giocare le gare interne di Champions a San Siro

Alla luce dei lavori del Gewiss Stadium e dal no UEFA per le deroghe, l'Atalanta ha presentato una formale richiesta al sindaco di Milano Sala per disputare le partite casalinghe in Champions a San Siro (stadio di proprietà del Comune). Se il primo cittadino meneghino ha detto sì, anche l'Inter si è detta favorevole, mentre il Milan ha preso tempo. Nel frattempo però chi ha esternato il suo dissenso è la tifoseria organizzata dei nerazzurri.

La Curva Nord dell'Inter non vuole che l'Atalanta giochi a San Siro

La Curva Nord dell'Inter infatti ha diramato una nota ufficiale schierandosi apertamente contro l'idea di concedere San Siro all'Atalanta per le gara di Champions League. "Altra scelta scellerata. Atalanta a Milano no grazie", scrive la tifoseria organizzata interista su Facebook. "Verrebbe da sorridere per non inorridire davanti al fatto che per il comune di Milano una festa ai giardini pubblici fosse un problema di ordine pubblico ma far giocare a San Siro una squadra la cui tifoseria è storica rivale di entrambe le curve milanesi non lo sia". 

La protesta della Curva Nord dell'Inter

La tifoseria organizzata dell'Inter ha comunque deciso di dare vita ad una forma di contestazione nel caso in cui l'Atalanta dovesse giocare comunque a San Siro: "Invitiamo fin da ora tutti i frequentatori della Nord a ritrovarsi davanti al Baretto in tutte le occasioni in cui veramente l'Atalanta dovesse infestare il nostro stadio con la propria presenza per le partite di Champions. Il nostro dovrà essere un presidio civile nel limite del nostro diritto di una libera frequentazione di un locale pubblico con l'obiettivo di richiamare l'attenzione sull'assurdità di una scelta dettata dagli interessi e che calpesta ogni logica