L'Atalanta di Gian Piero Gasperini è all'alba del momento più importante della stagione. Prima di pensare ad una storica qualificazione in Champions League, la squadra nerazzurra è infatti attesa dalla finale di Roma contro la Lazio: una partita che potrebbe portare a Bergamo il secondo trofeo della storia del club, dopo la Coppa Italia vinta nella lontana stagione 1962/63, e riscattare le due finali sempre del torneo nazionale perse nel giugno '87 e nel maggio del '96.

"Tutti sanno quanto è importante questa finale per una società come l'Atalanta – ha spiegato il tecnico nella conferenza stampa della vigilia – Sappiamo che gara ci aspetta, contro una squadra forte e con un seguito notevole. Vedo però i miei molto concentrati sulla partita e su quello che dobbiamo fare. La nostra forza è quella di isolarci dal contesto esterno. Abbiamo le nostre chance e in campionato abbiamo vinto contro squadre importante, compresa la Lazio".

Il coraggio di Gasperini

Per quasi tutti i giocatori della Dea sarà la prima finale della loro carriera. Un'esperienza unica, che potrebbe però far tremare le gambe a molti di loro: "Non temo l'inesperienza dei miei ragazzi, perché abbiamo rimontato tantissime partite, molto spesso in svantaggio, compresa l'ultima gara contro la Lazio. Ha sempre avuto le risorse per ripartire, giocare e ribaltare i risultati. La squadra fa risultati da mesi, le emozioni sono forti ma c'è anche l'obiettivo".

"Atalanta favorita? In una finale non c'è mai una favorita, specie contro una squadra come la Lazio – ha concluso Gasperini – Giochiamo a Roma, ma ci saranno molti tifosi dell'Atalanta. È una finale imprevedibile, ci stanno i tre risultati. Aver vinto 10 giorni fa qui ci dà la consapevolezza di poter vincere. E anche la Lazio sa di poter perdere contro di noi. Il mio futuro? Ora ci sono solo la Coppa e i prossimi impegni. Solo dopo si potranno fare programmi diversi. Ho un contratto con la società, la prima persona con la quale affronterò l'argomento sarà il presidente Percassi".