L'aereo ufficiale della nazionale dell'Arabia Saudita ha preso fuoco mentre era in volo per recarsi a Rostov, dove mercoledì giocherà la seconda partita del girone di Coppa del Mondo contro l'Uruguay. Le fiamme si sono sviluppate dal motore collocato sotto l'ala destra dell'Airbus A319-100 della compagnia aerea russa che trasportava calciatori, staff tecnico e dirigenti. Per fortuna, a parte un grande spavento e il timore che si potesse verificare un'altra tragedia come quella accaduta alla Chapecoense, non ci sono stati feriti e l'intero equipaggio che era a bordo del velivolo è riuscito a mettere piede a terra senza conseguenze.

La Federcalcio saudita desidera rassicurare tutti sulla sicurezza di tutti i membri dello staff della nazionale – si legge nel comunicato ufficiale -. Un'avaria tecnica del motore è stata la causa di quanto accaduto. L'aereo è atterrato pochi minuti fa a Rostov nell'aeroporto di Don e tutti adesso stanno raggiungendo la sede del ritiro.

Pericolo sventato ma non sono mancate le polemiche per quel jet che era stato acquistato dalla compagnia aerea russa Donavia nel 2013 dagli americani della Frontier Airlines e poi successivamente affittato alla società Rossiya nel 2016. I giocatori sono stati poi ripresi in un filmato mentre scendevano con calma dalla scaletta dell'aereo, a testimonianza di come la situazione si fosse normalizzata.

Davvero un brutto inizio di Coppa del Mondo per l'Arabia Saudita: l'incidente avvenuto in serata subito dopo l'imbarco fa seguito alla sconfitta durissima e umiliante subita alla prima apparizione di giovedì scorso contro la Russia: un 5-0 pesante che ha, di fatto, tagliato fuori da ogni possibilità la formazione allenata dal ct Juan Antonio Pizzi, un ex nazionale spagnolo nato e cresciuto in Argentina.