Una Juventus deludente a Madrid. Che l'Atletico fosse un avversario ostico, lo si sapeva perché le squadre del Cholo Simeone non mollano mai. Che al Wanda Metropolitano – lo stesso stadio che ospiterà la finale di Champions – i bianconeri avrebbero trovato un clima ‘caldo' e tanta pressione, pure era cosa nota. Ma se hai in rosa calciatori, campioni del calibro di Cristiano Ronaldo ti aspetti qualcosa in più rispetto a una prestazione deficitaria quanto a personalità, capacità d'imporre il proprio gioco e tenere botta all'avversario senza restare schiacciato, annichilito al punto da non riuscire mai a impensierire Oblak se non su punizione dalla distanza (quella calciata da CR7), inerme dinanzi alle incursioni dei difensori (Gimenez e Godin, autori delle reti decisive).

Una serata negativa che solo una prestazione eccezionale a Torino può cancellare. Andrea Pirlo, che l'ultima partita in Champions l'ha giocata nel 2015 a Berlino (giorno della finale persa col Barcellona) e chiusa tra le lacrime per il profondo dispiacere e la consapevolezza che quell'occasione non si sarebbe più ripetuta in carriera, non ha risparmiato critiche alla ex squadra per quanto visto nei primi 90 minuti del doppio confronto di Coppa. Round numero uno agli spagnoli: promosso Simeone, bocciato Allegri per l'atteggiamento tattico.

Lo stadio dell’Atletico ha messo molta pressione – le parole di Pirlo a Sky – ma se indossi la maglia della Juventus devi riuscire a gestirla bene perché c’è la possibilità di raggiungere obiettivi importanti. Ho visto una squadra con poca personalità e poca voglia di fare gioco. La Juventus ha giocato come se volesse solo far passare il tempo sperando che arrivasse un gol prima o poi.

Sulla stessa lunghezza d'onda di Pirlo è Fabio Capello, anche lui ospite in studio nella serata di Champions League. La prova della Juventus ha sollevato molte perplessità soprattutto nell'interpretazione del match e dell'atteggiamento che non è proprio di una grande squadra, di una formazione che vuol vincere il Trofeo.

La Juventus non mi è affatto piaciuta, hanno giocato a perdere tempo – ha aggiunto Capello -. Sapevano bene che l'Atletico Madrid è una squadra forte sui calci piazzati ed invece hanno preso due goal in questo modo.