Quattro punti salienti e una certezza, la Juve resta la squadra da battere. Massimiliano Allegri ne ha per tutti e non risparmia critiche ad avversari come a calciatori bianconeri che allena tutti i giorni. Nell'intervista a Tuttosport affronta tutti i temi sul tavolo in questa pausa di campionato che vede il Napoli di Sarri capolista e le altre a inseguire, compresa la ‘vecchia signora' abituata a dominare in Serie A. Partenopei a punteggio pieno e, soprattutto, sotto i riflettori per la qualità del gioco espresso. Tale da meritare i complimenti perfino di Pep Guardiola – prossimo avversario in Champions League – ma non da evitare la stoccata del tecnico livornese.

"Essere belli è facile, il difficile è vincere. L'albo d'oro è ciò che conta". Concetto semplice, chiaro e dirompente: a cosa serve raccogliere consensi quando la bacheca dei trofei resta vuota? A niente. E Allegri parte da qui per rilanciare la sfida al Napoli e alla Roma che cullano sogni di gloria e sabato sera saranno l'una di fronte all'altra nel primo confronto diretto della stagione (il secondo per i giallorossi, battuti per 3-1 dall'Inter all'Olimpico). "Per vincere lo scudetto servono 86 punti – ha aggiunto Max – mi sa che Napoli e Roma dovranno rifare il loro record".

Paulo Dybala nella lista dei 30 candidati al Pallone d'Oro. Allegri non si lascia impressionare e ribadisce quanto ammesso dopo il pareggio di Bergamo e quel rigore fallito dalla Joya nella fase cruciale del match con l'Atalanta. "Paulo è un giocatore molto forte, ma non so se sia il più talentuoso che abbia allenato, visto che non posso non citare Pirlo, Ronaldinho, Robinho, Cassano e Ibrahimovic. Deve crescere molto, ha solo 23 anni, ma da quando è arrivato è già migliorato. La sua fisicità è cambiata molto ma deve imparare a gestirsi, oltre a migliorare a usare il destro". 

L'ex rosanero e l'ex viola, Allegri sprona anche Bernardeschi. Giunto questa estate alla Juventus, ancora non ha trovato la giusta collocazione. "Qui ogni palla è importante, non si possono fare errori come in squadre di media classifica. Federico deve migliorare tantissimo se vorrà giocare in pianta stabile in una big e l'aspetto caratteriale conta moltissimo. Per vincere non basta essere bravi". 

La corsa scudetto. Il Napoli è in testa ma oltre alla stessa Juventus sono in lizza le milanesi (con l'Inter in questo momento più avanti rispetto al Milan) e la Roma. "Insieme alla Lazio, si giocheranno le prime quattro posizioni. Per lo scudetto è ancora troppo presto, la classifica adesso non conta e le stagioni si decidono a marzo".

La moviola in campo. Quanto all'utilizzo del VAR che ha suscitato polemiche, con la Juventus direttamente coinvolta anche per quanto accaduto dopo Bergamo (il ds Paratici è stato squalificato per insulti all'arbitro addetto), il pensiero di Allegri è telegrafico. "Sono favorevole. Punto".