La decisione presa dai vertici della "Federata Shqiptare e Futbollit", non è certo il miglior biglietto da visita per il calcio albanese. Dalla sede di Tirana della Federazione Calcistica Albanese (FSHF), è infatti arrivata la sospensione di tutte le partite della "Kategoria Superiore" (la Serie A d'Albania), a causa del boicottaggio dell’associazione arbitrale: decisa in seguito agli episodi di violenza contro il direttore di gara del match Kamza-Laci, giocato lo scorso 3 marzo.

L'episodio che ha di fatto fermato il pallone e chiuso gli stadi, è stata la violenta aggressione ricevuta dall'arbitro Eldorian Hamiti dopo il rigore fischiato in favore degli ospiti al 95esimo della partita: terminata poi con il risultato finale di 1-1. Una decisione giusta quella del fischietto albanese, che aveva però pagato la sua scelta arbitrale con l'aggressione con calci e pugni da parte di alcuni tifosi e dei dirigenti del Kamza, fra cui il presidente Naim Qarri.

La mano pesante della Federcalcio albanese

Dopo le prime sanzioni prese a margine dei gravi incidenti (multa ed estromissione dal campionato del Kamza, che dovrà ripartire dalla Serie C il prossimo anno, e tre dirigenti squalificati per tre anni da qualsiasi attività sportiva), la FSHF ha così deciso di fermare tutto in attesa che la polizia, come da richiesta dell'associazione degli arbitri, arrivi a garantire la sicurezza negli stadi dopo la fallimentare gestione di alcune ditte private di sicurezza.

"La FSHF esprime il massimo supporto a tutto l’organismo arbitrale in Albania e rispetta la decisione da loro presa – si legge nel comunicato emesso dalla Federcalcio albanese – Cerchiamo la risposta di tutti per rimuovere definitivamente la violenza e per garantire la sicurezza pubblica negli stadi: prerequisito fondamentale per avere una competizione sana e negli standard".