Più di un centrocampista offensivo, meno di un trequartista. Più di una mezzala, non ancora un'ala. Nicolò Zaniolo interpreta la modernità di un calcio poliforme, in cui l'esercizio di una funzione, l'occupazione di una zona di campo, travalica i confini classici delle definizioni dei ruoli. Ma qual è la sua posizione ideale in campo?

I numeri della stagione

Finora, ha giocato 1119 minuti in Serie A e 265 in Champions League con cinque gol e due assist. Ha contribuito a 0.45 reti ogni 90 minuti. In campionato, ha tentato 29 tiri di cui sedici in porta e segnato tre reti, una ogni 373 minuti. Completa 1.3 tiri in porta ogni novanta minuti e aggiunge 2.3 dribbling: medie superiori, secondo un dettagliato post sul sito Soccerment, rispetto al rendimento di un tipico centrocampista offensivo o di una tipica ala. Però, rispetto ai canonici interpreti del ruolo, crea meno occasioni da gol e meno passaggi nella metà campo avversaria (13.5 ogni novanta minuti). La frequenza di passaggi rimane ancora piuttosto bassa, 18.6 a partita: solo quattro giocatori ne completano meno nella rosa della Roma. Secondo i dati Opta, mantiene l'82% di precisione negli appoggi e il 75% nei lanci lunghi. I suoi appoggi funzionano meglio se diretti nella metà campo difensiva, si ferma al 73.4% oltre la linea di centrocampo. Prevedibile, giocando sulla fascia destra, che la maggior parte dei suoi passaggi sia diretta a sinistra, interessante che il 20% sia rivolto in avanti. Gioca già da veterano, ha detto De Rossi, distribuisce nove passaggi chiave anche se completa solo un cross sui 14 tentati.

Rimane un centrocampista completo, i 2.4 contrasti riusciti ogni 90′ sui 3.9 tentati e la quota di intercetti (0.7 di media) testimoniano una partecipazione alla fase difensiva in linea con i centrocampisti offensivi in Europa. Gli manca però la vocazione al passaggio filtrante, ne disegna appena 0.09 ogni 90 minuti e una maggiore precisione comunque negli appoggi nella metà campo avversaria.

Rende bene da ala nel 4-3-3

Stefano Vecchi, il suo allenatore nella Primavera dell'Inter, ha detto che Zaniolo è un giocatore come Lampard o Gerrard, un centrocampista box-to-box. Anche se, in questa stagione, sembra guadagnare centralità nel gioco della Roma quando gioca più decentrato e possibilmente con una porzione di campo da coprire.

Di Francesco l'ha alternato in diverse posizioni. Più volte l'ha impiegato come ala nel 4-3-3, come contro il Porto in cui ha giocato la miglior partita della sua stagione, o nel derby perso sabato. Contro la Lazio ha completato dieci passaggi, di cui quattro nella metà campo offensiva, e ne ha ricevuti 23, sei da Cristante. Ha giocato da ala più disciplinata, più classica, e condensato gli interventi tanto difensivi quanto offensivi alla fascia destra. In termini numerici, contro il Porto, la partecipazione al gioco si è esaltata nei tre tiri in porta, con annessa doppietta. Ma il contributo nella costruzione della manovra rimane numericamente comparabile, 13 passaggi effettuati e 24 ricevuti, 10 dei quali da Florenzi. La differenza sta in una più ampia visione del campo. Riceve due palloni in area, va a prendersi palla anche nello spazio di mezzo e soprattutto distribuisce passaggi orizzontali verso il centro per gli inserimenti delle mezzali.

Stando ai rating del sito specializzato Whoscored, Zaniolo offre un'altra grande prestazione, con valutazione superiore a otto, nel 3-3 di Bergamo contro l'Atalanta, illuminato da sei passaggi in avanti, quattro nella trequarti offensiva, due occasioni create, tre dribbling e tre contrasti. A Bergamo, la sua ricerca della massima libertà di espressione in campo si esalta. Parte come ala destra nel 4-2-3-1, ma va a prendersi palla anche sull'out opposto. Cerca di mantenersi preciso e presente negli spazi di mezzo, che è anche una delle qualità chiave per una mezzala di possesso nel 4-3-3.

Ha giocato da ala nel 4–3–3 contro il Porto e nel 4–2–3–1 contro l’Atalanta: le sue due partite migliori
in foto: Ha giocato da ala nel 4–3–3 contro il Porto e nel 4–2–3–1 contro l’Atalanta: le sue due partite migliori

Un trequartista particolare

Anche quando è stato schierato nella formazione titolare da trequartista, come nel 4-2-3-1 contro il Milan, i movimenti, la direzione dei passaggi, l'occupazione degli spazi, hanno favorito più la ricerca dell'ampiezza che la profondità in verticale. Le aperture, i cambi di gioco superano le verticalizzazioni nella trequarti offensiva. La presenza in area, al di là del gol, in quel match restituisce l'idea di un giocatore più a suo agio in posizioni più defilate, in cui controllare porzioni più vaste di campo attraverso i tagli nei corridoi di mezzo.

Più controllato nel 3–5–2 contro la Juventusm ha cercato di allargare il gioco da trequartista contro il Milan
in foto: Più controllato nel 3–5–2 contro la Juventusm ha cercato di allargare il gioco da trequartista contro il Milan

Anche la disciplina nel 3-5-2 contro la Juventus conferma che Zaniolo si vede più avanti ma non come centrocampista offensivo centrale. Perché possa essere davvero efficace in quel ruolo, anche se con interpretazione più fisicamente energica che squisitamente tecnica, perde ancora troppi palloni, 2.9 di media a partita, record negativo di squadra.

Il percorso di apprendimento: dove può arrivare?

Giocare da ala destra, per un mancino naturale come lui, diventa così un interessante percorso di apprendimento. Ne può derivare una riduzione dei tempi di gioco e una maggiore efficacia negli spazi stretti. Da esterno alto con facoltà di tagliare verso il centro può sfruttare le conseguenze della presenza di Dzeko, che apre spazi e detta la profondità, di un esterno offensivo con caratteristiche omologhe a sinistra che può aprire le difese.

Si mantiene sulla fascia giocando da ala nel 4–3–3 nel derby. Nello stesso modulo, partendo da mezzala dal lato opposto contro il Chievo, guadagna una maggiore centralità a tutto campo
in foto: Si mantiene sulla fascia giocando da ala nel 4–3–3 nel derby. Nello stesso modulo, partendo da mezzala dal lato opposto contro il Chievo, guadagna una maggiore centralità a tutto campo

In queste situazioni, Zaniolo si esprime evidentemente meglio. Guadagnare in velocità di pensiero e di esecuzione, in una posizione più avanzata in cui ha già dimostrato di saper creare superiorità numerica, può offrirgli quello che ancora gli manca per essere una mezzala moderna. Un ruolo plurimo, che richiede di partecipare alle due fasi di gioco e consente di risultare centrale senza essere al centro.

La disponibilità a fare di questa stagione l'occasione per un apprendimento graduale e continuo non gli manca. Certo nessuna carriera è mai davvero lineare, ma le basi per evolvere ci sono tutte.