Il clima era disteso, lo scorso 15 marzo. Dopo i sorteggi di Champions e l'accoppiamento con l'Ajax, in casa Juve la sensazione era quella di aver evitato il peggio. Insieme al Porto, i lancieri sembravano la squadra sulla carta più "abbordabile", ma a poche ore dalla sfida dell'Amsterdam Arena nulla appare più così scontato. Gli olandesi vengono da tre vittorie consecutive in campionato (in cui hanno segnato la bellezza di 12 gol), poco più di una settimana fa hanno battuto il Psv Eindhoven secondo in classifica giocando mezz'ora in dieci uomini, e soprattutto possono fare affidamento sullo stato di forma straordinario del loro uomo migliore: Dušan Tadić.

Chi è Dušan Tadić: carriera e caratteristiche fisiche

Alto 1.81m per 76 kili di peso, Tadić è nato in un paesino nel nord della provincia autonoma della Voivodina, in Serbia. E proprio con il Vojvodina ha mosso i suoi primi passi da calciatore, disputando dal 2006 al 2010 ben 107 partite nella Superliga Serba e collezionando 29 gol. Nove anni fa il trasferimento in Olanda, paese in cui ha trovato continuità di prestazioni prima al Groeningen e poi – dal 2012 – al Twente, dove ha messo subito in mostra le sue doti, realizzando una doppietta alla prima giornata di campionato in un 4-1 rifilato – neanche a dirlo – proprio al Groeningen.

La parentesi Southampton e il ritorno in Olanda

Nel luglio 2014 Tadić passa al Southampton per 10 milioni di euro, e resta in Premier League per quattro stagioni, collezionando 134 presenze e 21 gol. Le buone prestazioni lo fanno notare dall'Ajax, che il 27 giugno scorso decide di acquistarlo pagandolo 13.7 milioni di euro: ad ora, quello del serbo è l'acquisto più oneroso nella storia del club.

Come gioca Dušan Tadić: movimenti tra le linee e key passes

Lo trovi sempre lì, tra la linea di difesa e quella di centrocampo degli avversari. È in quello spazio che Tadić ama prendere palla, per poi decidere cosa farne. Le opzioni sono essenzialmente due: può decidere di tenere il possesso, resistere alla pressione del suo marcatore e aspettare il momento giusto per l'imbucata verso il compagno che si è inserito; oppure può girarsi e lasciarsi l'avversario alle spalle, puntando dritto verso l'area avversaria. La sua capacità di tenere palla, sentire l'uomo e girarsi nello stretto è pari solo alla facilità con cui è in grado di andare via in dribbling, una volta lanciato in velocità.

La sua media di 2.7 key passes a partita ("passaggi chiave", cioè quelli che mettono un compagno nelle condizioni di segnare) lo rende un cliente scomodo da avere a ridosso dell'area di rigore. Che sia un cross sul secondo palo a scavalcare l'ultimo difensore, un filtrante tra i centrali di difesa oppure un passaggio a premiare un inserimento, Tadić è il classico giocatore che per essere incisivo ha bisogno di compagni molto mobili e schemi di gioco che favoriscano le incursioni, specie nella zona centrale del campo.

Com'è andata la Champions di Tadić finora

L'ala serba è il miglior marcatore dell'Ajax nella competizione con 6 reti. Ma Tadić ha iniziato a dare il suo contributo alla "causa europea" dell'Ajax già in piena estate, andando in gol in tutti e tre i turni preliminari disputati dai lancieri contro Sturm Gratz, Standard Liegi e Dynamo Kiev. Delle 6 reti europee realizzate da settembre in poi, la più importante (e forse la più bella) è quella della gara di ritorno degli ottavi in casa del Real Madrid di inizio marzo. Una rimonta incredibile che ha segnato la consacrazione internazionale del serbo, oltre a far aprire gli occhi di tutti gli amanti del calcio sulla favola dell'Ajax.

Quella partita al Bernabeu impossibile da dimenticare

Madrid, 5 marzo 2019, stadio Santiago Bernabeu. L'andata degli ottavi di finale all'Amsterdam Arena è finita 1-2 per gli uomini di Zidane, e per l'Ajax le chance di passare sono ridotte al lumicino. Serve la partita della vita in casa dei Gálacticos, ed è proprio quello che Dušan Tadić ha in mente. Neanche 7 minuti di gioco e il primo assist è servito: discesa in dribbling sulla destra e scarico per l'accorrente Ziyech, che dal limite dell'area piccola non può sbagliare ed infila Courtois per l'1-0.

Poi, al 18′, il genio. Tadić prende palla sulla trequarti, resiste a una carica di Reguilón (in quell'occasione preferito a Marcelo), va via in "ruleta" a Casemiro e imbecca con un filtrante David Neres, che salta agevolmente il portiere per il 2-0. Sul tabellino il nome sarà quello del giovane brasiliano, ma gli occhi sono tutti per l'ala serba che sta dipingendo calcio in mezzo al campo. Tempo 40 minuti e Tadić scrive anche il suo nome sul registro dei marcatori, con un sinistro all'angolino dal limite che vale il 3-0 e la sicurezza della qualificazione. Il bottino sarebbe potuto essere ancora più ricco, con un terzo assist al bacio divorato da Ziyech che da un metro e con la porta sguarnita spara alto sopra la traversa. Ma tanto è bastato per rendere Tadic uno dei giocatori più interessanti di questa equilibratissima edizione della Champions League. E la Juventus è avvisata.