Se avete visto Kill Bill allora il dettaglio non vi sarà sfuggito. E quel pugnale con il manico in argento e madreperla, con tanto di iniziali incise sulla lama, vi avrà fatto pensare alla spada di Hattori Hanzo. Sì, proprio quella: la lama forgiata e affilata con religiosa dovizia e poi consegnata dopo un cerimoniale speciale nelle mani della ‘sposa' che la usa per consumare la personale vendetta contro quegli stessi amici che l'hanno tradita. E quasi ammazzata. Il regalo di compleanno fatto da Wanda Nara a Mauro Icardi suscita altri pensieri che non siano conciliazione e distensione: se in tv, nel salotto di Tiki Taka, ha versato lacrime e fumato il calumet della pace con Giuseppe Marotta con il coltello donato al marito (e condiviso, come sempre, sui social network attraverso una story di Instagram) sembra lanciare ben altri messaggi.

"Con questo regalo rischio", dice Maurito. E cosa rischia, di restare ferito? La decisione della società di portargli via la fascia di capitano gli ha già fatto del male abbastanza e non c'è rimedio che serva a medicare quel colpo all'anima. Non c'è festa né abbraccio della famiglia, né desiderio da esprimere soffiando sulle candeline che possa riportare tutto a com'era prima. Forse perché il ‘com'era prima' era sbagliato e la novità ai vertici della società ha intrapreso una strada che diverge dal passato. Un taglio netto rispetto alle vecchie abitudini e alla gestione di un certo tipo di comunicazione.

L'Inter non tornerà indietro, lo spogliatoio nemmeno: adesso il nuovo leader è Samir Handanovic. Se ne faccia una ragione Maurito e scenda dall'Aventino sul quale è salito per rabbia, orgoglio e ripicca. Conviene a lui, perché dimostrare sul campo di essere forte è un'ottima vetrina per andare altrove e persuadere gli estimatori che investire su di lui non è rischioso. Conviene all'Inter, che dei suoi gol ha bisogno e – se proprio sarà impossibile ricucire lo strappo – potrà venderlo a un ottimo prezzo. Conviene anche a Wanda, The Bride, sposa e agente.