E' una Roma che prova a bruciare le tappe e a ritornare nelle primissime posizioni. Complice anche il recupero della sfida del Ferraris con la Sampdoria i giallorossi quest'anno non hanno ancora assaporato la vetta ma potrebbero avvicinarsi moltissimo grazie all'incrocio con il Napoli per l'ottava giornata di campionato. Un'occasione per frenare gli Azzurri primi in classifica e tenere a misura la coppia Juventus-Inter, impegnate in altrettante delicate partite. Per Di Francesco però non sarà una sfida-tricolore ma tra le due principali antagoniste alla reale favorita che resta la Juventus.

Roma-Napoli con la Juve nella testa.

Di Francesco come Sarri.

Né la Roma né il Napoli vogliono mostrare tutte le proprie ambizioni in una vigilia in cui chi parla troppo rischia poi di essere smentito sul campo. Così, prima Sarri e poi Di Francesco puntano l'indice verso la Juventus considerandola la vera avversaria da battere. Roma e Napoli sono solo due contendenti che proveranno a mettercela tutta ma che pagano ancora un gap tecnico con i bianconeri. Almeno questo, il pensiero prima del match dell'Olimpico.

Nessuno spareggio.

All'Olimpico non andrà in scena uno spareggio scudetto, ci sarà semplicemente spazio per una gara tra due forti squadre che non vogliono perdere. Per motivi diversi ma con un unico obiettivo: "Col Napoli spareggio scudetto? Magari no, ma è una partita fondamentale. La squadra da battere resta la Juve. Roma e Napoli sono quelle che si sono avvicinate di più".

Il progetto di Di Francesco.

Cambiamenti e ricostruzione.

In estate la Roma ha cambiato, soprattutto ha scelto un nuovo tecnico e quindi ha necessità che si assimilino diverse modalità di lavoro infrasettimanale. Intanto, c'è da vincere e in campo Di Francesco prova a mettere la formazione migliore. Anche contro il Napoli, all'Olimpico: "La Roma ha cambiato di più del Napoli, in primis l'allenatore, ma questo non vuol dire che siamo meno competitivi. Stiamo migliorando, siamo qui per crescere. Non aver giocato a Genova, a livello psicologico pesa e può farlo anche a lungo andare".

Bomber Dzeko.

La Roma è soprattutto Edin Dzeko, il bosniaco che ha ritrovato la via del gol malgrado attorno gli si siano cambiati compagni di squadra chiave. Non più Totti o Salah uomini d'assist per eccellenza ma Defrel o El Shaarawy. Per Di Francesco una scelta ponderata che ha una valida spiegazione: "Il tempo è fondamentale per trasmettere un'idea di gioco. Per far crescere un'azienda ci vogliono anni, figuriamoci una squadra di calcio. Ricordiamoci di Sarri e delle difficoltà da lui avute inizialmente, va dato merito a chi lo ha aspettato". 

Attesa per Schick.

Il grande assente e protagonista dell'ultimo mercato, Patrick  Schick ancora fermo ai box, potrebbe rientrare proprio con la Roma: "Si vede che ha l'istinto del campione ma non vi dirò in che ruolo giocherà, magari cambierò qualcosa a livello tattico ma è un attaccante, non solo una prima punta. Dipende sempre dal sistema di gioco".