"Prima si è parlato di apocalisse, poi di tragedia, io dico invece catastrofe". Il ct della Nazionale, Ventura, definisce così la possibilità che l'Italia non riesca a qualificarsi per il Mondiale di Russia 2018 nemmeno attraverso i playoff di novembre. Le gare contro Macedonia e Albania non sposteranno equilibri nel girone ma serviranno per fare uno scossone al Ranking Fifa che, allo stato dei fatti – azzurri diciassettesimi – è talmente penalizzante da prefigurare un sorteggio iridato terribile.

Lo score del ct in Nazionale. La sconfitta con la Spagna e più ancora il modo in cui è maturata hanno alimentato pessimismo per le scelte dell'allenatore. A chi gli ricorda ancora quel frangente replica così: "Esclusa la prima partita persa con la Francia a 48 ore dal mio arrivo, quando non conoscevo neppure i nomi di alcuni giocatori, a oggi abbiamo fatto 8 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta. Metterei la firma su un nuovo filotto del genere".

Ventura ci mette la firma e anche la faccia. Intanto deve fare i conti con l'emergenza assenze che gli ha sottratto Belotti e Verratti prima e poi De Rossi assieme a Pellegrini. E se Gagliardini e Cristante sono stati convocati in extremis per necessità in mediana, in attacco non ci saranno novità. Nemmeno per Balotelli o Zaza, che tra Nizza e Valencia hanno preso a segnare con continuità.

Né Balotelli, né Zaza almeno per ora. Il pensiero del ct è chiaro: "Balotelli? Ne ho parlato altre volte, il problema non è se fa gol ma altro. E anche per Zaza le porte non sono chiuse ma al momento la mia priorità è la qualificazione. Poi abbiamo 4-5 mesi per fare altre valutazioni. Adesso non posso giocarmi il Mondiale così, ho bisogno delle certezze".

Questione d'interpretazione tattica. Ultima riflessione dedicata al modulo, quel 4-2-4 che tante perplessità ha sollevato. "Non possiamo giocare come l'Atalanta, né come il Napoli, né come il Torino – ha aggiunto Ventura -. Oggi non esistono i blocchi come nelle squadre di una volta. E ogni volta facciamo un piccolo passo avanti sul piano delle conoscenze. Cosa mi preoccupa di più da qui a novembre? Lo spareggio".