Marco van Basten non tornerà più sulla panchina dell'Az Alkmaar. L'ex attaccante del Milan e dell'Olanda si arrende ai problemi di salute che nelle settimane lo hanno costretto ad abbandonare la guida della formazione dei Paesi Bassi, in Eredivisie. Troppo stress (legato anche al dispiacere per la recente perdita di suo padre, Joop), paura per il fisico che non regge alle ‘discese ardite e alle risalite' del cuore: per il ‘cigno di Utrecht' è tempo di lasciare ancora una volta il campo e passare a ruoli meno faticosi dal punto di vista emotivo: per lui il club ha già pronto il ruolo di consulente, mentre la squadra verrà affidata ad Alex Pastoor, attuale collaboratore più stretto dell'ex bomber ‘arancione'. Scelta definitiva dopo l'ottimismo che era filtrato nei giorni scorso quando la stessa società aveva fornito rassicurazioni sulle condizioni del tecnico da tenere a riposo precauzionale per un po' di tempo: "Il calcio è molto importante, ma la buona salute è fondamentale". Situazione preoccupante, tale da impedire all'ex Pallone d'Oro ‘oranje' di svolgere appieno il suo lavoro: "I sintomi sono tali da richiedere ulteriori e più approfonditi controlli", ha aggiunto in una nota la dirigenza dell'Az Alkmaar.

Campione dotato di una classe straordinaria (il gol segnato contro la Russia all'Europeo del 1988 è da manuale del calcio, perla delle cineteche), van Basten ha pagato dazio alla malasorte e, soprattutto, agli infortuni che nel 1995 misero fine alla sua avventura sul prato verde: quattro interventi alla caviglia hanno scandito il lungo calvario trascorso tra sale operatorie e terapie di riabilitazione, due anni di inattività e poi la resa. Campione continentale, scudetti vinti col Milan nell'epopea olandese che fece grande la squadra di Sacchi, trionfi con la maglia della nazionale poi l'oblio. Perché la vita è così: dà e prende quando meno te lo aspetti e ha in serbo sempre un finale diverso da quel che immagini. Anche se sei un fenomeno.