La Champions League 2018/2019 sta per chiudere i battenti emettendo l’ultimo verdetto. Chi tra il Liverpool di Jurgen Klopp e il Tottenham di Mauricio Pochettino porterà a casa il prestigioso trofeo lo scopriremo soltanto al termine della finale di questa sera che andrà in scena al Wanda Metropolitano di Madrid. Nonostante dunque manchi ancora la più importante delle partite per mandare in archivio questa edizione della Champions League possiamo già cominciare con le prime analisi della fase finale della manifestazione per club più ambita del Vecchio Continente.

Un pareggio ogni cinque gare

Qui infatti abbiamo raccolto e analizzato i macrodati che hanno caratterizzato il torneo che sta per concludersi. Il primo dato interessante è quello relativo al fattore casalingo che ancora una volta ha fatto la differenza come dimostrano le 57 vittorie interne rispetto alle 40 vittorie esterne e ai soli 27 pareggi (quasi uno ogni cinque gare disputate).

Media gol: sfiorata quota 3 reti per match

Altri dati interessanti derivano anche dall’analisi dei gol realizzati nelle 124 gare di questa fase finale della Champions League 2018/2019. Prima di ciò però va sottolineato però come contando anche le partite dei turni preliminari la media reti per incontro si attesti a quota 2,41 mentre considerando soltanto la fase finale delle competizione tale media si alzi vertiginosamente sfiorando quota 3 gol a match (esattamente 2,93 segnature a partita).

Amata zona Cesarini

Entrando più nel dettaglio desta interesse sia la distribuzione temporale delle segnature (negli ultimi 15 minuti di gioco sono state messe a referto il 24% delle marcature totali), sia le modalità delle stesse (solo 49 i gol di testa, poco più del 13% del totale) così come le porzioni di campo dalle quali sono arrivate le reti (solo 44 i centri da fuori area, circa il 12% del complessivo).

 

City macchina da gol

Andando poi ad analizzare il rendimento delle singole squadre ci si accorge come tra le squadre con la miglior media gol non vi sia nessuna delle due finaliste (1,8 reti a partita per il Liverpool, 1,7 per il Tottenham) dato che i primi tre posti sono occupati dal Manchester City di Pep Guardiola (3 gol per match), dal Psg di Tuchel (2,5) e dal Barcellona di Ernesto Valverde (2,2).

Le medie della Champions: una rete ogni undici tiri, un’ammonizione ogni otto falli

Mettendo da parte l’analisi dei gol risulta interessante anche il dato relativo alla precisione dei tiratori della più prestigiosa competizione europea per club dato che questi ultimi hanno tentato la conclusione in 3.340 occasioni trovando lo specchio della porta nel 35% dei casi, colpendo 73 legni, e segnando poco meno dell’11% delle volte. Gol ma non solo, altro dato di rilievo infatti è quello legato alle sanzioni disciplinari in quanto il rapporto tra i falli fischiati (4.088) e le ammonizioni comminate (483) che appare più ‘morbido’ rispetto alla norma (un cartellino giallo ogni 8,5 infrazioni, nella Serie A 2018/2019 il rapporto è stato invece di un giallo ogni 6 falli), così come quello tra le punizioni fischiate e le espulsioni (21), ossia un cartellino rosso ogni 194,5 falli (nell’ultimo campionato italiano il rapporto è stato di un rosso ogni 112 infrazioni).