Trapattoni: Mourinho mi piace, trasmette emozioni e siamo simili

La pensione può attendere, Giovanni Trapattoni non ha proprio voglia di mollare, almeno fino ad 80 anni dopodichè allenerà la Nazionale del Vaticano.
Le sue interviste sono sempre succulente e ricche di spunti interessanti, tratto che lo accomuna ad un altro allenatore, più giovane ma vincente come lui, ecco allora che il Trap elogia lo Special One, Mourinho: "Sapete cosa ci unisce? La capacità di convincere i campioni a sacrificarsi per vincere. Io ho “cambiato” il modo di pensare di Platini, lui è riuscito a trasformare Eto’o in un attaccante-terzino. Mourinho mi piace. Trasmette emozioni. È uno vero. Sono sicuro che dopo la tripletta con l’Inter riuscirà ad ottenere grandi risultati anche col Real". In quanto a colleghi, il Trap, non lesina complimenti anche quando parla del nuovo Commissario Tecnico italiano Cesare Prandelli, sul quale svela, in rapporto a Cassano: "Lo avevo detto al mio amico Cesare che doveva fidarsi di Antonio. Cassano è cresciuto. Non è più il ribelle di un tempo, ora è pronto ad assumersi responsabilità. L’Irlanda? Rispetto al passato siamo diventati più concreti. Meno violino, più grinta. Prendete Brasile e Argentina, in Sudafrica erano le due nazionali più forti ma sono tornate subito a casa. Sapete perché?
Perché non basta avere piedi magici per vincere un mondiale. Dribbling, tunnel, colpi di tacco fanno spettacolo.Ma è altrettanto importante correre e
lottare per strappare il pallone agli avversari".
Infine un messaggio nientemeno che al Papa: "Appena mi licenziano mi metto a disposizione della squadra del Vaticano. Nel frattempo mi considero il primo tifoso”.
Marco Beltrami