In occasione della finale di Supercoppa Italiana tra Juventus e Milan, gli occhi di migliaia di tifosi in tutto il mondo non saranno soltanto per i ventidue giocatori in campo ma anche per l'arbitro che avrà il compito e la grande responsabilità di dirigere il match. Nelle ultime ore l'Associazione Italiana Arbitri ha reso noto il nome del fischietto che darà il via per alla partita in programma mercoledì prossimo a Gedda. Per questa delicata sfida, il designatore Nicola Rizzoli ha così scelto uno degli arbitro più esperti: il sig. Luca Banti della sezione di Livorno.

Insieme a lui ci saranno gli assistenti saranno Preti di Mantova e Passeri di Gubbio, mentre il quarto uomo sarà l’internazionale Fabio Di Bello di Brindisi. Importanti quanto l'arbitro in campo, saranno gli uomini addetti al VAR: Marco Guida di Torre Annunziata e l'assistente Gianluca Vuoto della sezione di Livorno. Per Luca Banti sarà la seconda finale di Supercoppa, dopo quella della stagione 2015/16 vinta dalla Juventus a Pechino contro la Lazio di Stefano Pioli.

I precedenti di Banti con le due squadre

Quella di Gedda, sarà per il 44enne fischietto livornese l'ultimo appuntamento importante della carriera. Dopo aver debuttato in uno Juventus-Cagliari del maggio 2005, ed aver arbitrato anche in campo internazionale dal 2009 allo scorso dicembre, Luca Banti terminerà infatti la sua esperienza di arbitro a fine stagione per dedicarsi a tempo pieno alla sua attività di agente di commercio.

Fino ad oggi il fischietto toscano ha diretto solo in un'occasione un match tra bianconeri e rossoneri: è successo nella stagione 2012-2013, quando la Juventus di Conte riuscì a battere il Milan (allora allenato da Allegri) grazie al gol su rigore segnato da Arturo Vidal. Come spesso capita a tutti i suoi colleghi, anche Banti è finito nel mirino delle critica per alcune decisioni contestate: l'ultima proprio nella sfida che i campioni d'Italia hanno giocato recentemente contro il Cagliari. In quell'occasione, l'arbitro livornese era al Var e fu criticato per non aver visto un presunto fallo di mano di Bernardeschi.