Nel suo ultimo anno da presidente della Fifa Sepp Blatter ha incassato ben 3,72 milioni di dollari, cioè 3,3 milioni di euro. Lo stipendio dell’ex numero uno del calcio mondiale, squalificato in modo definitivo poche settimane fa, è stato svelato dalla stessa Fifa, anche la se la notizia l’ha rilanciata l’agenzia finanziaria Bloomberg. Blatter, che secondo indiscrezioni sembrava guadagnasse all’incirca 1 milione di euro, ha avuto nel suo ultimo anno uno stipendio incredibilmente elevato che confrontato con quelli di alcuni grandi dirigenti mondiali sorprende e non poco. Perché se l’ex capo del calcio mondiale ha portato a casa più di 3 milioni annui, ed aveva pagati dalla Fifa anche l’appartamento e l’autista, si nota come il presidente del CIO, il Comitato Olimpico Internazionale, abbia guadagnato nel 2015 ‘appena’ 240mila dollari all’anno, stipendio più o meno simile per coloro che dirigono i club della Premier League, il campionato di calcio più ricco del mondo. Più ricchi di Blatter sono solo i massimi dirigenti di alcune grandi squadre americane. Non solo Blatter aveva uno stipendio elevatissimo, perché assai esoso era anche l’emolumento di Jerome Valcke, il segretario generale, anch’egli squalificato, che nel 2015 ha incassato 2,17 milioni.

Con il nuovo corso di Gianni Infantino, la FIFA vuole dare una migliore immagine di sé e cerca di essere più trasparente, anche se non è facile cancellare gli scandali dei mesi passati. Il nuovo numero uno del calcio mondiale, storico braccio destro alla UEFA di Platini, è convinto però che rapidamente la Fifa tornerà sulla retta via: “Con le recenti riforme credo che abbiamo voltato pagina e che la Fifa emergerà più forte che mai. Durante la mia presidenza mi impegnerò perché questo accada e guiderò la Fifa verso un futuro più luminoso e sostenibile in cui il focus torni pienamente sul calcio”. Anche se le vicende legali hanno creato problemi economici sui conti della Fifa che nel 2015 ha speso oltre 61 milioni di euro in spese per avvocati e spese legali e il bilancio si è chiuso con un rosso di 122 milioni, ed è questa la prima perdita dal 2002.