Un tempo, un palo e un paio di occasioni buone per passare in vantaggio. L'Inter sconfitta a Torino (1-0) dalla Juventus torna a Milano con l'onore delle armi e una pacca sulla spalla che tanto fa male. Le è mancato il guizzo, la lucidità. Ha capito, nonostante abbia retto bene il confronto coi bianconeri, di essere ancora acerba per approfittare delle sbavature (che pure ci sono state) della squadra di Allegri. La distrazione clamorosa su Cancelo, libero di innescare Mandzukic, e i cambi di Spalletti sono come lo sbuffo di rimmel che vanifica il maquillage.

Perché chiamare in panchina Politano e non Perisic? Perché togliere un calciatore in grado di tenere in apprensione l'avversario? Perché proprio l'ex Sassuolo che rispetto al croato stava giocando bene? E perché mettere nella mischia Borja Valero piuttosto che Keita? Domande che tolgono il sonno, alle quali Spalletti risponde a Sky.

Da inizio anno si dice che sbaglio le sostituzioni, ma volevo mettere un palleggiatore di maggiore qualità in mezzo al campo, Borja sa quando fare un passaggio, quando tenerla, quando accelerare. Ora non dormirò fino a sabato prossimo, le notti sono per voi…

La prestazione dell'Inter è stata negativa? No. Si può dire che abbia sofferto la preponderanza della Juventus? No. Però non si può essere contenti. Non è questione di sconfitta ma la sensazione lasciata è d'impreparazione a grandi sfide, sia tattica sia mentale. Sul piano della rosa non c'è confronto ma nessuno in Serie A può reggerlo al cospetto di una squadra che può permettersi il lusso di lasciare Douglas Costa in panchina.

Non siamo riusciti a essere costanti tutta la partita, poi c'è la leggerezza, quello che parla – ha aggiunto Spalletti -. A volte abbiamo fatto bene, abbiamo fatto più del previsto e questo è un buon segno, ma poi alcune letture individuali sono state approssimative come nel caso della linea difensiva… lì abbiamo lasciato spazio per il cross e abbiamo preso il colpo di testa di Mandzukic.