Dopo 22 giornate di Serie A, il Var fa ancora discutere. I tanti episodi controversi relativi all'utilizzo del mezzo tecnologico nel calcio italiano (il fallo di mano di Koulibaly e il rigore su Callejon in Napoli-Bologna, la rete annullata al Crotone contro il Cagliari per un offside inesistente, e il gol di gomito di Cutrone in Milan-Lazio), hanno alimentato dubbi e polemiche. Nel mirino soprattutto l'utilizzo della moviola in campo da parte degli arbitri, più che lo stesso strumento, ovvero la discrezionalità dei direttori di gara che se in alcune occasioni hanno visto di persona l'episodio galeotto, in altri si sono fidati dei collaboratori alle telecamere con l'ormai famoso "silent check".

Come funziona il Var e quali episodi prende in considerazione

Il Var, ovvero il sistema tecnologico di supporto al direttore di gara, permette agli arbitri di rivedere in tempo reale quanto accaduto in campo. I collaboratori designati a questo compito (ovvero un arbitro di prima fascia e il suo assistente posizionati nella Video Operation Room) hanno a disposizione le immagini di tutte le telecamere. Ecco allora che nei 4 casi di goal, rigori, espulsioni dirette e scambi di identità intervengono, visualizzando quanto accaduto.

Il silent check, cos'è e come funziona

A questo punto la procedura è la seguente: attraverso gli auricolari comunicato al direttore di gara quanto accaduto con un "silent check", ovvero un controllo silente. L'arbitro in campo decide a questo punto a sua discrezione se fidarsi della valutazione dei collaboratori o controllare in prima persona sul monitor a bordocampo. Nel primo caso fa proseguire il match, senza fare il classico gesto dello "schermo" che indica la scelta di rivedere personalmente quanto accaduto

Gli aspetti da rivedere del silent check

E proprio il "controllo silente" ha alimentato numerose polemiche. Già perché spesso e volentieri non si capisce quando l'episodio diventa oggetto di un "check silenzioso" tra gli arbitri al Var e quello in campo. Una situazione che durante il corso del match spesso e volentieri alimenta dubbi e tensioni e che viene chiarita solo poi nel post-partita grazie alla moviola e al linguaggio del corpo del direttore di gara.

Il caso del gol di Cutrone in Milan-Lazio e di Koulibaly

L'episodio del gol di Cutrone in Milan-Lazio in questo senso è emblematico. In campo praticamente nessuno si è accorto in diretta della deviazione decisiva con il gomito da parte dell'attaccante di Gattuso. Nessun reclamo dunque dopo il gol, anche se le immagini hanno mostrato l'arbitro Irrati alle prese con la comunicazione via auricolari con i suoi collaboratori al Var (nel mirino la posizione regolare della punta e non il fallo di mano). Un silent check, tutt'altro che palese e che tra l'altro non ha impedito di annullare una rete irregolare. Nella sfida Napoli-Bologna del pomeriggio, ha sollevato non poche polemiche in casa emiliana il silent check in occasione dell'intervento con il braccio di Koulibaly in area azzurra: Donadoni ha puntato il dito sulla differenza rispetto all'episodio del rigore concesso a Callejon, che Mazzoleni invece ha visualizzato personalmente.

Var, gli aspetti positivi

Dopo 22 giornate comunque si può trarre un primo bilancio sull'utilizzo in Serie A del Var che, alla stagione del debutto, ha comunque fatto registrare sia aspetti positivi che negativi. Tra i primi  ci sono quelli relativi alla diminuzione delle proteste in campo, con i calciatori che, ampiamente catechizzati negli incontri con la classe arbitrale, non possono che accettare i verdetti che arrivano grazie all'applicazione della tecnologia. I gesti antisportivi e i colpi proibit,i così come le simulazioni, ridotte drasticamente, non sfuggono praticamente mai ora, con l'ausilio della moviola in campo, utile anche in occasione dei fuorigioco (anche se non mancano gli errori come quello in occasione di Crotone-Cagliari). I recuperi e il tempo di gioco poi si sono assestati.

Moviola in campo, gli aspetti da migliorare

Gli arbitri dovranno lavorare e migliorare sulla discrezionalità. Maggiore attenzione su quali episodi andare a rivedere attraverso la moviola sul monitor presente a bordo campo, con la possibilità di evitare altri errori. A tal proposito è ancora evidente la differenza tra alcuni direttori di gara più propensi a ricorrere al Var e altri che ne fanno volentieri a meno, fidandosi soprattutto del silent check. Come suddetto anche il "controllo silenzioso" dovrebbe essere sempre spiegato in campo con la possibilità di tranquillizzare i giocatori ed evitare ulteriori polemiche.