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Serie A: Zeman avrebbe potuto allenare la Juventus e l’Inter

Il tecnico boemo oggi al Foggia dichiara in una intervista che avrebbe potuto essere l’allenatore dei nerazzurri e dei bianconeri in passato.
A cura di Jacopo Giove
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FOGGIA. È stato ed è ancora uno degli allenatori più amati, discussi ed odiati del panorama italiano. Fu lui a togliere il coperchio al pentolone del doping e quando si tratta di esprimere le proprie idee non si tira mai indietri. Zdenek Zeman, oggi allenatore del Foggia (da lui reso grande) parla a tutto spiano in una intervista alla Gazzetta dello Sport, dove racconta il suo essere innovatore: "Credo sia passato molto tempo da quando il mio modo di allenare era considerato rivoluzionario. Le altre squadre non erano abituate alla dura preparazione atletica e quindi era ovvio che le mie corressero il doppio. Tutti si limitavano a provare gli schemi nelle partitelle. Oggi si presta molta più attenzione alla parte atletica. Anche il modo di giocare ora si è evoluto, ma il Barcellona è messo in campo come insegnavo io, solo che non puntano alla verticalizzazione ma al possesso di palla perchè hanno una qualità immensa e non rischiano di sbagliare un passaggio nella trama di gioco".

Del calcio italiano il tecnico boemo sembra apprezzare l'Inter, anche se non risparmiò critiche: "Non mi piacque come Mourinho conquistò l'accesso alla finale, i nerazzurri potevano diventare un modello ma rinunciarono a farlo nel momento in cui rinnciarono a giocare. Non è nella mia mentalità. Mi ha fatto piacere però che Moratti mi abbia cercato quest'estate, ma sapevo che sarebbe stato impossibile. Benitez però mi piace, schiera la squadra come farei io, con ogni giocatore nel ruolo dove rende di più. Eto'o ad esempio bisogna schierarlo da centravanti".

Sul Milan e sulla Juventus invece queste le parole di Zeman: "I rossoneri hanno un maestro della verticalizzazione come Pirlo ma le punte sono troppo statiche, devono fare molto più movimento altrimenti rendono inutile il suo lavoro. I bianconeri non giocano il mio calcio, ma il mio sogno da giovane era allenarli: quando c'era Boniperti ci fu uno spiraglio, ma oggi sarebbe impossibile".

Jacopo Giove

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