Se dici Serie A non puoi non dire Juventus. Che ha vinto quasi un terzo delle 118 edizioni del nostro massimo campionato. Insomma, la storia non ammette repliche con i bianconeri protagonisti assoluti di questa competizione che poi, negli ultimi otto anni, non ha conosciuto altra regina all’infuori della Vecchia, ma sempre fortissima, Signora. Una Signora ricca, piena di risorse e che si ritaglia posti di rilievo, da primato, anche nello specifico settore degli acquisti più costosi della storia della manifestazione.

Cristiano Ronaldo nella storia: 117 milioni per lui

La Juventus, primatista anche nel campo degli affari milionari, alza l’asticella degli acquisti storici non appena un anno fa. Quando, in maniera del tutto inaspettata, è stata capace di acquistare dal Real Madrid un fenomeno come Cristiano Ronaldo.

Che però per cedere il suo asso, la sua stella assoluta, il suo leader tecnico degli ultimi anni, accetta un assegno da 117 milioni di euro, da 230 miliardi circa delle vecchie lire. Un assegno ‘galattico', come quello del profilo lusitano e che però, al momento, non ha portato alla Juventus il trofeo sognato, ambito da tutti, e non solo dai tifosi: la Champions League.

Gonzalo Higuain secondo a quota 90

Due anni prima dell’avvento di CR7, che poi ha generato un effetto domino anche sul Pipita, la Juventus aggiornò lo specifico settore degli acquisti più onerosi della storia italiana con un Higuain vestito d’azzurro Napoli reduce dalla scorpacciata di gol, 36, che gli consentirono di battere lo storico record di segnature in Serie A stabilito da Nordahl nell’annata 1949/50. Una pre-condizione, questa, che fece aumentare notevolmente la valutazione del puntero argentino che, proprio per andare via dal Vesuvio, poteva liberarsi secondo clausola solo con una cifra pari a 94 milioni di euro. Anche qui, una cifra monstre, investita con la speranza che le reti dell’ex Real Madrid potessero risultare determinanti in Europa. Ma al primo anno del Pipa a Torino, a Cardiff in finale proprio con i Blancos di CR7, i piemontesi dovettero arrendersi ai più forti e profondi Blancos dell’ex Zidane.

De Ligt sul podio: terzo a 85 milioni di euro

E poi, a chiudere il podio, ancora Juventus, sempre Juventus. Una Juventus che, negli ultimi cinque anni, ha speso tanto immettendo sul mercato denaro fresco non solo per ringiovanire la propria rosa ma anche per puntare sempre al meglio che c’è sulla piazza. Non solo quella italiana. E l’emblema di questo modo di trattare, di questo scouting matto e disperatissimo e di questa nuova competitività anche al cospetto dei grandi club continentali, si è verificata pure durante questa estate con i bianconeri capaci di battere tutti sul tempo e mettere sotto contratto, per 85 milioni di euro, nuovo record storico per un centrale di difesa, l’ex Ajax De Ligt. Per un colpo, l’ennesimo, che entra di diritto negli annali della Serie A.

Crespo e Buffon (in un’altra era) a chiudere

E poi si viaggia verso un decennio differente, distante. Gli inizi del terzo millennio con la Lazio di Cragnotti e la Juventus, sempre degli Agnelli, a battagliare per il primato in classifica e per i prospetti più interessanti sul mercato. Un mercato dominato dalla lira e dalle spese folli dell’allora sette sorelle, sia pure con un Parma e una Fiorentina avviate verso tempi meno fertili.

E così, nell’estate del 2000, la Lazio si regala per 110 miliardi di lire l’asso argentino Crespo che, per pochi giorni, prima dell’acquisto del Real Madrid di Luis Figo per 143 miliardi, diventa il talento della storia del football dal costo del cartellino più elevato della storia. Un anno dopo, sempre dal Parma, stavolta per 105 miliardi, 75 per Buffon più il calciatore, valutato 30, Bachini, arriva il Gigione nazionale che difenderà la porta bianconera per tanti, tantissimi anni prima della fuga, con rientro, a Parigi. Insomma, Lazio a parte, nella top five, è assoluto predominio juventino.