video suggerito
video suggerito

Scudetto 2011: l’Inter in caduta libera dopo Parma. E non c’è paracadute

Mentre manca più di un mese alla fine del campionato e ancora con una Coppa Italia da giocarsi, nell’Inter è tempo di abbracci, ringraziamenti e strette di mano. Complimenti.
A cura di Alessio Pediglieri
42 CONDIVISIONI
parma inter scudetto

Di solito a pagare è l'allenatore. Ci fosse, l'allenatore. Nell'Inter di questi ultimi giorni, anche Leonardo si sarebbe licenziato, quindi bisogna cercare altrove per trovare un capro espiatorio. Il brasiliano ha provato a cambiare pelle, diventando ‘cattivo', più per piacere all'opinione pubblica che per volontà propria: Leo ha escluso Maicon e Thiago Motta per "scelta tecnica" ma poi ha creato l'ennesimo compromesso in difesa portandola all'ennesimo papocchio.

Senza Maicon, Thiago Motta e per 45 minuti Sneijder non si può nè si deve inventare nulla: un vecchio detto, di chi il calcio lo conosce e lo vive, recita che basta far giocare i calciatori nei loro ruoli e il 60 per cento del lavoro dell'allenatore è fatto. invece, a Parma ti ritrovi con un Nagatomo a destra, un Chivu a sinistra; Kharja sulla linea di Stankovic e poi uno Zanetti che scala in difesa per l'ennesima volta. Insomma, troppo anche per Colomba che non può che approfittarne e Giovinco e Amauri siglano la vittoria di un Parma tutt'altro che irresistibile.

Adesso, il problema è tamponare l'emorragia: vada bene il Milan, vada anche bene lo Schalke, ma dopo il brodino con il Chievo, ritrovarsi l'ennesima minestra fredda a parma sembra troppo e troppo prematuro perchè le altre 5 partite in calendario rischiano di diventare una Via Crucis d'altri tempi.

Psicologicamente i giocatori sono svuotati: il segno più evidente sono i continui ringraziamenti che si sprecano tra calciatori, presidenza e tifosi. Titoli di coda già ad aprile: bruttissimo segnale che la resa è arrivata e la bandiera bianca svetta dal pennone dell'orgoglio.

Fisicamente, la forma non c'è più; la tensione nervosa è svanita e con lei una tenuta atletica che si è sciolta al sole di aprile. Ciò che deve preoccupare di più è che non sembrano esserci placebi e che anche il terzo posto in classifica sia a rischio. Per chi ha vinto tutto, l'unico obiettivo valido è rivincere tutto e quando questo diventa impossibile, il resto non conta più.

A rischio c'è anche la Coppa Italia, contro una Roma maltrattata dal Palermo, che vorrà omaggiare DiBenedetto con una finale nel torneo nazionale meno ambito. L'Inter rischia l'imbarcata con i giallorossi e l'ennesima magra figura e chissà se anche dopo mercoledì sera, Moratti avrà ancora voglia di ringraziare tutti e dare pacche sulle spalle in onore dei vecchi tempi.

42 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views