Scudetto 2011: l’Inter in caduta libera dopo Parma. E non c’è paracadute

Di solito a pagare è l'allenatore. Ci fosse, l'allenatore. Nell'Inter di questi ultimi giorni, anche Leonardo si sarebbe licenziato, quindi bisogna cercare altrove per trovare un capro espiatorio. Il brasiliano ha provato a cambiare pelle, diventando ‘cattivo', più per piacere all'opinione pubblica che per volontà propria: Leo ha escluso Maicon e Thiago Motta per "scelta tecnica" ma poi ha creato l'ennesimo compromesso in difesa portandola all'ennesimo papocchio.
Senza Maicon, Thiago Motta e per 45 minuti Sneijder non si può nè si deve inventare nulla: un vecchio detto, di chi il calcio lo conosce e lo vive, recita che basta far giocare i calciatori nei loro ruoli e il 60 per cento del lavoro dell'allenatore è fatto. invece, a Parma ti ritrovi con un Nagatomo a destra, un Chivu a sinistra; Kharja sulla linea di Stankovic e poi uno Zanetti che scala in difesa per l'ennesima volta. Insomma, troppo anche per Colomba che non può che approfittarne e Giovinco e Amauri siglano la vittoria di un Parma tutt'altro che irresistibile.
Adesso, il problema è tamponare l'emorragia: vada bene il Milan, vada anche bene lo Schalke, ma dopo il brodino con il Chievo, ritrovarsi l'ennesima minestra fredda a parma sembra troppo e troppo prematuro perchè le altre 5 partite in calendario rischiano di diventare una Via Crucis d'altri tempi.
Psicologicamente i giocatori sono svuotati: il segno più evidente sono i continui ringraziamenti che si sprecano tra calciatori, presidenza e tifosi. Titoli di coda già ad aprile: bruttissimo segnale che la resa è arrivata e la bandiera bianca svetta dal pennone dell'orgoglio.
Fisicamente, la forma non c'è più; la tensione nervosa è svanita e con lei una tenuta atletica che si è sciolta al sole di aprile. Ciò che deve preoccupare di più è che non sembrano esserci placebi e che anche il terzo posto in classifica sia a rischio. Per chi ha vinto tutto, l'unico obiettivo valido è rivincere tutto e quando questo diventa impossibile, il resto non conta più.
A rischio c'è anche la Coppa Italia, contro una Roma maltrattata dal Palermo, che vorrà omaggiare DiBenedetto con una finale nel torneo nazionale meno ambito. L'Inter rischia l'imbarcata con i giallorossi e l'ennesima magra figura e chissà se anche dopo mercoledì sera, Moratti avrà ancora voglia di ringraziare tutti e dare pacche sulle spalle in onore dei vecchi tempi.