Scudetto 2006: dietro all’esposto Uefa, si cela l’ossessione di Andrea Agnelli verso l’Inter

Il Tnas si potrebbe dimostrate importante "alleato" della Juventus dimostrandosi competente nella questione-scudetto 2006 e aprendo un "lodo" cui seguirebbe una prima sentenza entro la fine dell'anno. Se tutto ciò si completasse senza ulteriori ritardi o contrattempi, la Federcalcio italiana e l'Inter dovrebbero rispondere in tribunale di quel titolo e della ‘non decisione‘ della Figc successiva alla relazione di Palazzi che evidenziava un illecito sportivo nerazzurro datato 2006. in attesa di tutto ciò, la Juventus però si sta muovendo su più fronti e così, mentre si aspetta il Tribunale dell'Arbitrato sportivo, ci si è già mossi per le vie ordinarie sportive scrivendo un esposto alla Fifa perchè il massimo organismo calcistico si pronunciasse laddove la Federcalcio italiana se n'è lavata le mani. Eppure, con la lettera inviata a Platini, Andrea Agnelli – in attesa di segnare un eurogol – si è fatto una mezza autorete. Infatti, se la richiesta di avere "giustizia" è legittima e – forse – legittimata, cade in un tombino la finta parvenza di non avere il dente avvelenato nei confronti dell'Inter.
Perchè? Iniziamo dall'inizio con il contenuto della lettera inviata dalla Juve all'Uefa.

L'Uefa chiede delucidazioni alla FIGC. La Juve canta vittoria, ma…
Ecco il testo della lettera inviata alla Figc lo scorso 30 settembre da parte di Michel Platini, a seguito dell'esposto juventino a firma di Andrea Agnelli. "Signor presidente e signori (della Figc), trovate allegato alla presente una copia della corrispondenza che ci ha spedito il 2 settembre 2011 il presidente della Juventus. Come potete constatare, la Juventus si duole del fatto che il titolo di campione d'Italia per la stagione 2005-2006 le sia stato tolto, ritiene che l'Internazionale di Milano abbia commesso dei fatti dello stesso genere durante la stessa stagione, protesta perché quest'ultimo club non è stato sanzionato e chiede che l’Uefa:
1) si pronunci sulle modalità con cui la Figc ha svolto l'inchiesta sui fatti che riguardano la Juventus e – soprattutto – l'Internazionale di Milano;
2) che sanzioni l'Internazionale Milano dichiarando che il club non ha il diritto di partecipare all'Uefa Champions League 2011.12;
3) che la Juventus sia informata sulle misure che prenderà contro l'Internazionale Milano e la Figc; La Juventus domanda, fondamentalmente, all'Uefa di VERIFICARE che la Figc abbia svolto bene il suo lavoro.
A priori, noi non abbiamo alcuna ragione di dubitarlo. Comunque, sarebbe probabilmente utile che voi ci facciate parte della vostra posizione su quanto la Juventus ha dichiarato, in maniera di dissipare tutti gli eventuali malintesi. Avremo bisogno di conoscere la vostra risposta entro il 19 ottobre. Noi, poi, vedremo cosa è opportuno fare. Vi ringraziamo in anticipo e restiamo a disposizione per qualsiasi ulteriore ragguaglio. Saluti sportivi a lei, Presidente e a voi della Figc”.

La richiesta "di troppo" che cela una piccola-grande bugia
Dal contenuto della lettera di ‘spiegazioni‘ nei confronti della Federcalcio da parte dell'Uefa si evince come la Juventus abbia espressamente chiesto l'esclusione dell'Inter dalle competizioni europee attuali. un fatto che "stride" (per usare un eufemismo) con le dichiarazioni e le parole dello stesso Andrea Agenlli che aveva sempre sottolineato come la Juventus non avesse nulla contro la società di Moratti che era coinvolta "per forza di cose" senza che nessuno avesse desiderio di vendetta o di rivincita personale. Il punto 2) dice il contrario: la Juve ha chiesto espressamente che l'Uefa "sanzioni l'Internazionale Milano dichiarando che il club non ha il diritto di partecipare all'Uefa Champions League 2011.12". Una richiesta esplicita che va oltre alla semplice rivendicazione dello scudetto 2006 ma punta il dito indice verso il club morattiano, senza indugio nè mezzi termini. Una richiesta che non era necessaria perchè se sul punto 1) richiesto dall'Uefa, la FIGC non riuscisse a dimostrare la regolarità dell'inchiesta e si passasse al punto 3) in cui la Juve richiede di essere informata su eventuali misure prese dell'organismo presieduto da Platini, il punto 2) si rivela inutile: la Federcalcio non convince l'Uefa che a quel punto prende drastiche decisioni ritenendo illegittima l'inchiesta di Calciopoli 2006 informando – come da sua richiesta – la Juventus. Che senso ha "suggerire" alla stessa Uefa l'esclusione oggi dell'Inter dalla Champions?

La ‘dolce' ossessione di Agnelli verso Moratti
Alcuni hanno parlato di "ossessione dell'Inter" da parte di Andrea Agnelli che ha sempre rispedito al mittente tali illazioni ma questi elementi sembrano suffragare l'ipotesi. Bisogna risalire anche ad un altro fatto, un'intervista rilasciata dallo stesso presidente bianconero al TG1 dello scorso 12 settembre. Tra le tante tematiche ecco la battaglia tutta bianconera per lo scudetto 2006: "Sul campo abbiamo vinto 29 scudetti, questo è sicuro, siamo consapevoli di cosa ha detto il campo. Abbiamo fatto un esposto alla Uefa per chiedere una valutazione sull'operato di Guido Rossi. L'Inter è solo un danno collaterale perchè a lei le hanno assegnato lo scudetto. Ci fosse stato il Chievo, ce la saremmo presa con il Chievo, l'antagonismo fa parte del gioco del calcio. L'auspicio è che questa sfida possa restare sul campo. Questa polemica con l'Inter è un po' pesante come le decisioni che sono state assunte". Parole che stemperano dubbi sulla volontà juventina di "farla pagare" all'Inter "degli onesti ma che oggi, dopo l'esposto Uefa, si trasformano in puna piccola-grande bugia. Forse, un pizzico di "ossessione" in Andrea Agnelli c'è, figlia di un torto che il mondo bianconero ha subito come ingiusto e ingiustificabile anche successivamente ai risvolti di Calciopoli 2 culminata nella relazione di Palazzi e dell'illecito sportivo dell'Inter datato 2006. Una piccola-grande ossessione che porta oggi il mondo bianconero a ‘spalleggiare' le finte telefonate-shock di Moggi in tribunale, lo stesso Moggi che venne "scaricato" dalla stessa Juventus nel 2006, da cui prese le distanze e si dichiarò parte lesa.