Nervoso, visibilmente contrariato. Così è apparso Cristiano Ronaldo quando ha lasciato il campo perché richiamato da Sarri in panchina. E quando è passato dinanzi all'allenatore non ha mancato di manifestare il suo disappunto. Qualcosa di simile accadde anche nell'estate scorsa: il tecnico era agli esordi della sua esperienza in bianconero e CR7 quasi lo fulminò con uno sguardo accompagnato da un "bene… bene" quando lo sostituì. Nella sfida di Champions contro la Lokomotiv Mosca, gara che ha consegnato alla Juventus la certezza matematica di accedere agli ottavi di finale con due turni d'anticipo, la scena s'è ripetuta. E anche questa volta il portoghese non sembra averla presa bene.

Ronaldo era arrabbiato perché non stava benissimo – ha ammesso Sarri nelle interviste del post partita -. Da qualche giorno ha un piccolo problema al ginocchio e questo gli causa qualche risentimento all'adduttore. Già alla fine del primo tempo era un po' nervoso perché avvertita questo fastidio all'adduttore. E così quando ha tentato un'accelerazione e ho visto che ha fatto un movimento che non mi piaceva ho pensato fosse meglio per il suo bene sostituirlo. Temevo si potesse far male.

In Champions CR7 mai in campo per meno di 85′, ultimo cambio subito nel 2016

Fin qui la spiegazione ufficiale dell'episodio da parte dell'allenatore. Ragionamento plausibile. Le statistiche, invece, dicono che CR7 non è abituato a uscire di scena prima del triplice fischio nella competizione a lui più cara. L'ultima volta che Cristiano Ronaldo ha subito un cambio in Champions è stato nel febbraio 2016, allora il portoghese giocava con il Real Madrid che affrontava la Roma negli ottavi di finale e lasciò il posto a Casemiro all'89°. C'è ancora un dato che può aiutare a chiarire come mai l'ex blancos sia allergico alla lavagnetta elettronica: a Mosca è stata la prima volta dal 2014 che ha lasciato il campo prima dell’85°.

Ramsey gli scippa gol e record per staccare Messi

Chissà che tanto nervosismo da parte di Ronaldo non derivi anche da un altro fattore: ovvero, la paternità della rete che Ramsey gli ha soffiato deviando la sfera pochi istanti prima che varcasse la linea di porta. Perché era così importante? Con quel gol CR7 sarebbe diventato il calciatore che in Champions è andato a bersaglio contro il maggior numero di squadre diverse ma è rimasto fermo a quota 33 con Messi e Raul. Ritenta, Cristiano. Magari la prossima volta sei più fortunato.