Questa sera Maurizio Sarri vorrà vincere contro il Feyenoord e, aspettando buone notizie da Donetsk, centrare la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League per il secondo anno consecutivo con il suo Napoli. Sarebbe questa un’ulteriore attestazione per il club campano ma anche una conferma del grande lavoro svolto da quello che è ormai, quasi unanimemente, riconosciuto come un “maestro” di calcio come testimoniato dal premio di miglior allenatore della scorsa stagione assegnatogli da 500 tra colleghi e calciatori solo qualche giorno fa.

Nessun dubbio dunque, a parlare per lui il bel gioco espresso dalla sua squadra e gli ottimi risultati fin qui ottenuti. Ma se Maurizio Sarri è senza dubbio tra i migliori tecnici della Serie A e, probabilmente, d’Europa, qualche difetto lo ha anche lui. Infatti, se è vero che riuscito a valorizzare al massimo molti calciatori (basti pensare al Mertens diventato top player dopo lo spostamento nel ruolo di centravanti) è vero anche che ha “dilapidato” alcuni patrimoni della società del presidente Aurelio De Laurentiis mettendo quasi ai margini della squadra alcuni giocatori sui quali il club aveva investito parecchie risorse economiche e che difficilmente recupererà.

Pavoletti: 6 milioni persi in 6 mesi

È il caso per esempio di Leonardo Pavoletti, attaccante arrivato in azzurro per sostituire l’infortunato Arkadiusz Milik lo scorso gennaio dal Genoa per 18 milioni di euro. Causa problemi fisici e una evidente difficoltà del giocatore ad inserirsi nei meccanismi perfetti del marchingegno creato da Maurizio Sarri, l’avventura sotto al Vesuvio del centravanti 28enne è durata solamente 6 mesi. Nell’ultimo mercato estivo, dopo soli 289 minuti giocati con la maglia del Napoli, infatti, la punta livornese è passato al Cagliari con la formula del prestito con obbligo di riscatto, una formula che dovrebbe portare nelle casse del club partenopeo 12 milioni di euro (tra cartellino, pagamento del prestito e bonus vari) per una minusvalenza da circa 6 milioni.

Il rendimento di Leonardo Pavoletti nella sua avventura al Napoli (fonte Transfermarkt)
in foto: Il rendimento di Leonardo Pavoletti nella sua avventura al Napoli (fonte Transfermarkt)

Valdifiori: anche l’uomo di Sarri deprezzato

Stesso esito per quanto riguarda Mirko Valdifiori, arrivato dall’Empoli nella stagione 2015/2016 proprio insieme al tecnico toscano, acquistato per una cifra vicina ai 5,5 milioni di euro e ceduto l’anno seguente al Torino per 3,4 milioni dopo averlo utilizzato pochissimo (solo 7 apparizioni in Serie A tra le fila dei partenopei). Operazione che dunque ha fatto registrare un’altra perdita che in questo caso si attesta intorno ai 2,1 milioni di euro.

Grassi: mai in maglia azzurra, ma la minusvalenza è dietro l’angolo

Sembra essere questa anche la sorte dell’affaire Alberto Grassi. Il centrocampista bresciano arrivato dall’Atalanta nel gennaio 2016 per 8 milioni di euro ma che non ha mai indossato la maglia del Napoli in gare ufficiali. Il classe ’95 adesso in prestito gratuito alla Spal ha fin qui “fruttato” alle casse del club campano solamente 400mila euro, vale a dire la cifra pagata dalla stessa società orobica per riprenderlo in prestito durante la scorsa stagione. Se a ciò si aggiunge che secondo i siti specializzati il valore di mercato attuale del giocatore non supera i 2 milioni di euro sembra che un’altra minusvalenza da almeno 5,6 milioni di euro sia dietro l’angolo.

I trasferimenti di cui è stato protagonista Alberto Grassi nella sua carriera (fonte Transfermarkt)
in foto: I trasferimenti di cui è stato protagonista Alberto Grassi nella sua carriera (fonte Transfermarkt)

Maksimovic e Tonelli: che spreco!

Ci sono poi quei giocatori che attualmente fanno parte della rosa del Napoli, sui quali la società ha investito parecchie risorse economiche, ma che, non essendo molto utilizzati (alcuni finiti addirittura ai margini della squadra), stanno vedendo crollare il proprio valore di mercato facendo scorgere all’orizzonte nuove minusvalenze per il club del presidente De Laurentiis. È questo il caso del difensore Nikola Maksimovic per il quale i campani hanno versato nelle casse del Torino circa 25 milioni di euro (5 milioni per il prestito del primo anno + 20 milioni per l’acquisto a titolo definivo) il cui valore di mercato si aggira adesso intorno ai 10 milioni di euro per una minusvalenza potenziale da 15 milioni. Stesso discorso per quanto riguarda l’altro centrale Lorenzo Tonelli acquistato dall’Empoli per 10 milioni di euro prima della scorsa stagione e che oggi potrebbe essere ceduto per una cifra non superiore ai 4 milioni euro (minusvalenza potenziale da 6 milioni).

Simulazione del valore di mercato di Nikola Maksimovic per un’eventuale cessione al Torino (fonte Playratings)
in foto: Simulazione del valore di mercato di Nikola Maksimovic per un’eventuale cessione al Torino (fonte Playratings)

Con Rog ancora si fa in tempo: ma ci sono 35 milioni di svalutazioni totali

Diversa invece la situazione del centrocampista Marko Rog che, se pur poco utilizzato da quando è arrivato alla corte di Maurizio Sarri, data la giovane età mantiene comunque un valore di mercato stimato intorno ai 14,5 milioni di euro, vale a dire la stessa cifra (1,5 milioni per il prestito del primo anno + 13 per il cartellino) sborsata dal Napoli per acquistarlo dalla Dinamo Zagabria. Facendo dunque un rapido calcolo nei due anni e mezzo di gestione Sarri il computo totale delle minusvalenze potenziali è di circa 35 milioni di euro. Non proprio il massimo in un sistema che vive di plusvalenze.