Il calcio di rigore concesso alla Fiorentina contro il Napoli (prima giornata di campionato) fu uno degli episodi da moviola più discussi sia per la decisione dell'arbitro Massa sia per l'intervento del Var che suggerì al direttore di gara di andare a rivedere la dinamica dell'azione alla on-field-review. La distanza ravvicinata con Castrovilli e la posizione del braccio di Zielinski furono molto dibattuti ma quell'episodio passò in secondo piano rispetto alla levata di scudi fatta dal capo dell'Aia, Nicchi, che intervenne a censurare duramente l'errore per l'assegnazione del penalty su Mertens, reo di aver accentuato il movimento fino a cadere in area, a pochi passi dalla porta viola.

Rigore alla Fiorentina: il Var non doveva intervenire su tocco di Zielinski

A distanza di circa 3 mesi da allora, è il designatore Nicola Rizzoli a chiarire cosa accadde in quel frangente e quale sarebbe stata la decisione più giusta da prendere. Una spiegazione, l'ennesima, arrivata a margine dell'incontro a Roma con allenatori e capitani delle squadre.

L’arbitro non si era reso conto di cosa era accaduto – ha ammesso Rizzoli – e per questo c’è stato intervento da parte del Var. Altrimenti non sarebbe dovuto intervenire. Episodio molto difficile da valutare. Il braccio è molto largo e invade lo spazio dell’avversario. Anche se non c’è intenzione da parte del calciatore di aumentare il volume del corpo. È una situazione borderline e controverso ma deve rimanere la decisione che prende l’arbitro in campo.

Rizzoli chiarisce l'ennesimo episodio dopo Kjaer-Llorente

Parole che fanno il paio con l'ammissione di colpa fatta dinanzi alle obiezioni di Carlo Ancelotti sull'ingerenza del Var e sull'errore dell'arbitro Giacomelli durante Napoli-Atalanta. E così, dopo aver sostenuto (in sala e poi nelle interviste a Sky) che il contatto tra Kjaer e Llorente era da sanzionare con una punizione per gli orobici e il gioco andava fermato, ha aggiunto considerazioni importanti anche sull'episodio di Zielinski.