Una settimana fa, quella maglia azzurra col numero 7 veniva rilanciata dal settore ospiti dello Stirpe di Frosinone all'indirizzo del suo proprietario, Josè Callejon. Oggi, gli ultras chiedono scusa al campione spagnolo e chiariscono la loro posizione sull'accaduto. Come riportato da Il Mattino, un gruppo di 30 tifosi organizzati ha incontrato una delegazione della squadra del Napoli, tra cui era presente per l'appunto Callejon, all'esterno del centro di Castelvolturno dopo la sessione di allenamento degli azzurri: i sostenitori hanno voluto precisare la loro estraneità al gesto, arrivato per mano di un tifoso "che non fa parte del gruppo e che non rappresenta il cuore del tifo azzurro".

Le scuse degli ultras: "Non condividiamo quanto successo"

La Curva A, per mano di 30 rappresentanti, ha voluto chiarire con Callejon che quanto accaduto li ha lasciati stupiti e anche indispettiti, per via delle ripercussioni che avrebbe potuto causare. Secondo i tifosi i giocatori stanno portando avanti un'ottima stagione, e non c'è nulla da rimproverare a loro o all'allenatore. Questa precisazione mette fine anche ai dubbi sul rapporto della curva con Carlo Ancelotti, dopo lo striscione "Sarri uno di noi" apparso lo scorso 22 aprile durante Napoli-Atalanta che aveva fatto pensare a una frizione col tecnico emiliano.

Le reazioni social dopo il gesto di Frosinone

Nelle ore successive alla trasferta di Frosinone è stato reso noto anche un comunicato dei club della tifoseria organizzata che si schiera dalla parte di Callejon, questa organizzazione raccoglie tifosi partenopei da ogni parte d’Italia da Nord a Sud, isole comprese, e del mondo: da Rio, Berlino, l’Inghilterra, il Lussemburgo e la Svizzera:

Hai sempre onorato la maglia con rispetto e lealtà, hai scelto Napoli come tua città, noi Clubs ti sosteniamo e quella maglia da lontano con te difendiamo. José uno di noi, continua a lottare e farci sognare, deve arrivare il giorno per trionfare !!! 300 volte grazie dai Clubs Napoli nel Mondo.

In soccorso del campione spagnolo era arrivato anche il compagno di squadra Koulibaly, che su Instagram aveva condiviso una story chiedendo la maglia numero 7 per se stesso. "Voglio io la tua maglietta, 300 partite in azzurro, campione vero", recitava il messaggio.