Dov'è l'Inter? Nessuno lo sa, sta il fatto che nel 2019 non è praticamente mai scesa in campo malgrado ad oggi abbia già disputato quattro partite, tre in campionato e una in Coppa Italia. Di queste, tre a San Siro, davanti al pubblico amico. Il risultato? Un solo punto racimolato in un anonimo 0-0 contro il Sassuolo, poi sconfitte con Torino in trasferta e il Bologna, di nuovo a San Siro. Nel mezzo, l'eliminazione in Coppa Italia con la Lazio.

Una situazione difficile, al limite del surreale perché poi se si guarda la classifica ci si ritrova con i nerazzurri ancora saldamente al terzo posto, in piena Zona Champions League. Ma è evidente che è una foglia di fico che è pronta a volare via già nelle prossime gare, che ripartiranno con la complicata trasferta di Parma. Per Spalletti e i suoi ragazzi, c'è anche aria di tempesta da parte dei tifosi, oramai sul piede di guerra.

Poche idee e tanta confusione

La cartina tornasole di quest'Inter è l'immagine di Andrea Ranocchia, di professione centrale difensivo, giocare gli ultimi 20 minuti di Inter-Bologna da centravanti, sgomitando con Icardi e Lautaro Martinez. Una scelta – disperata – da parte di un Luciano Spalletti che ha provato l'ultimo bluff trovandosi con  delle carte in mano ingiocabili. E mentre Ranocchia si è dato da fare (risultando tra l'altro tra i migliori dei suoi), metà squadra è rimasta a guardare non capendo come schierarsi in campo, altro significativo elemento dell'attuale confusione che regna nelle teste nerazzurre.

Nessun gol nel 2019

Ma i dati desolanti di una stagione che rischia di trasformarsi fallimentare in ogni suo aspetto, sono anche altri che si presentano con una costanza allarmante. Dall'inizio del 2019 l'inter ha giocato 4 partite e non ha mai segnato nemmeno un gol nei minuti regolamentari. Difficile pensare che possa vincere una gara. Al di là del rigore al 125′ minuto contro la Lazio che ha permesso di arrivare ai calci di rigore (dove è stata eliminata) l'attacco nerazzurro è rimasto a secco.

Icardi, da 6 turni a secco

Icardi ne è l'emblema principe. Il capitano argentino, nelle ultime stagioni sempre il principale marcatore nerazzurro, è a digiuno da sei partite consecutive in Serie A. L'ultimo centro risale alla partita a San Siro vinto contro l'Udinese, lo scorso 15 dicembre, decisiva per il successo nerazzurro. Poi, il vuoto quasi assoluto.

Tre tiri in porta a partita

Desolante anche il supporto generale dell'intera squadra. Laddove il centravanti non arriva, di solito ci si affida a trequartisti, ali o centrocampisti con l'intuizione vincente. Anche sotto questo punto di vista, zero in condotta. Non solo non segna, l'Inter non tira in porta. Una media di 3,2 tiri nello specchio ogni 90 minuti di gioco. Zero contro la Lazio nei primi 45 minuti, zero contro il Bologna sempre nel primo tempo. Zero nel secondo tempo contro il Torino. Difficile pensare che il problema stia nelle scelte di Spalletti o nella poca vena dei singoli. Qualcosa si è rotto, dentro e intorno allo spogliatoio.