Avrebbe meritato un esito diverso il Napoli, magari anche solo di giocarsela sino alla fine nella gara di ritorno degli Ottavi di Champions League. Contro il Real Madrid doveva ribaltare il 3-1 dell'andata e per almeno un tempo ci ha creduto. Con solidi presupposti. Soprattutto per effetto di una gara interpretata in maniera perfetta: pressing, verticalizzazioni, ripartenze fulminee e un Mertens che non smette di seminare perle sull'asse con Hamsik e Insigne. Nel primo tempo il belga sblocca il risultato, colpisce un palo (al pari di Ronaldo) e tiene in apprensione i madridisti di continuo. Poi alla ripresa il brusco e amaro risveglio: Ramos, con la specialità della casa, segna due gol in fotocopia da corner e i partenopei devono inchinarsi. Con tanti rammarichi e una pesante dose di amaro in bocca, amplificato anche dall'inutile 3-1 di Morata a tempo scaduto.

Ramos è una "tassa", Mertens al bacio

  1. Tassa-Ramos. Nei momenti di maggior difficoltà, contro il pressing napoletano, non perde mai la calma e prova a dirigere un reparto che, tra Pepe e Carvajal, non abbonda di piedi buoni. Nel secondo tempo allontana le paure delle merengues con due gol di testa. Nel giro di cinque minuti chiude di fatto i conti e allontana la paura.
  2. Mertens al bacio. C'è chi trema su certi palcoscenici, lui si esalta. E dopo la doppietta alla Roma, nel giro di quattro giorni fa secca anche la difesa campione d'Europa. L'ideale vertice offensivo di un Napoli votato alla verticalizzazione immediata; sempre pronto a scappar via sul filo del fuorigioco e ad approfittare del minimo errore per far male. Ventitrè gol in stagione, già 5 in Champions. Annata coi fiocchi.
  3. Sistema di gioco del Napoli. Le due ingenuità in fotocopia, sfruttate da Ramos, non possono far dimenticare la grande interpretazione del match da parte dei partenopei. Aggressivi, tonici e capaci di produrre la solita manovra avvolgente, lucida e tale da mandare in tilt la retroguardia di Zidane. Proprio il francese non trova una contromisura al sistema di Sarri e deve affidarsi alle individualità.

Calci piazzati da incubo per il Napoli, brutto Real

  1. La difesa di Sarri sui calci piazzati. Subire due gol in fotocopia, nel giro di pochi minuti, da un giocatore che ha "costruito" le sue recenti fortune proprio grazie ai gol di testa in mischia è sintomatico delle pecche difensive del Napoli. Una beffa per una retroguardia che ha neutralizzato il trio Bale-Benzema-Cristiano Ronaldo.
  2. Real brutto e fortunato. Sarà difficile per il Napoli e il calcio italiano metabolizzare una simile esclusione contro un Real dominato per larghi tratti, incapace di imporre il proprio gioco e soprattutto non all'altezza del suo blasone e del titolo di campione in carica. La squadra di Zidane soffre il pressing e accetta di speculare sul vantaggio dell'andata raccogliendo molto più di quanto avrebbe meritato.
  3. Kross impreciso. La mediana del Napoli lo sovrasta. Resta schiacciato tra le linee e non riesce ad essere il consueto riferimento, in fase di costruzione della manovra, per i suoi compagni. Poca inventiva e tanti errori, come quello che rischia di regalare il raddoppio a Mertens nel primo tempo.