Il trasferimento di Yaroslav Rakitskiy  dallo Shakhtar allo Zenit San Pietroburgo nell'ultima sessione di calciomercato ha sollevato un polverone. Il motivo? La sorprendente scelta da parte della colonna della squadra di Donetsk e della nazionale ucraina di approdare in un club russo, alla luce delle tensioni tra i due Paesi. Prime conseguenze per il classe 1989 che oltre a finire nel mirino dell'opinione pubblica in Ucraina è stato escluso dalla sua rappresentativa.

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Yaroslav Rakitskiy dallo Shakhtar allo Zenit, il colpo di calciomercato diventa un caso diplomatico

Yaroslav Rakitskiy nell'ultime sessione di calciomercato invernale ha lasciato lo Shakhtar Donetsk per approdare allo Zenit San Pietroburgo che ha investito per lui 10 milioni di euro. Un'operazione sorprendente, visto che il centrale difensivo ha vissuto tutta la sua carriera nel club ucraino diventandone un vero e proprio perno. Le sue prestazioni gli hanno permesso di entrare nel giro della nazionale ucraina dove ha collezionato quasi 50 presenze, prendendosi il ruolo di leader. Nessuno si sarebbe immaginato un passaggio ad un club russo, alla luce della delicata situazione tra i due Paesi. Russia e Ucraina sono ancora ai ferri corti per l'annessione russa della Crimea con l'invio di uomini armati e senza insegne di riconoscimento e per la guerra nel Donbass, dove Mosca sostiene militarmente i separatisti filorussi.

L'Ucraina verso l'esclusione di Yaroslav Rakitskiy dalla nazionale

Come anticipato nei giorni scorsi la scelta di Rakitskyi, oltre a sollevare polemiche, ha avuto effetti immediati sull'opinione pubblica ma anche sui vertici della Federcalcio ucraina. Secondo quanto riportato dal Mundo Deportivo, la scelta di approdare proprio a San Pietroburgo, città d'origine del presidente della Federazione Russa ha ulteriormente complicato la posizione del giocatore. Quest'ultimo è stato escluso dalla nazionale ucraina sul sito della federazione, per una scelta che potrebbe diventare permanente. Impossibile passar sopra a quanto fatto da Rakitskyi secondo il collega e compagno di nazionale Fedetsky che ha commentato così il suo trasferimento allo Zenit: "Qualsiasi cosa accada, bisogna rispettare il proprio popolo e la propria patria. Non ho parole e credo che per Shevchenko sarà molto complicato convocarlo di nuovo". L'ex bomber del Milan, attuale selezionatore per ora non ha commentato, ma la sensazione è che si adeguerà alle scelte federali