"No… che brutta cosa, cori razzisti. E' incredibile, inaccettabile. L'avete sentito tutti, non è che stiamo facendo la morale a qualcuno ma secondo me il gioco andava fermato". E' così che il radiocronista della Rai, Giulio Delfino, ha commentato in diretta quanto accaduto mercoledì sera a San Siro. I buuu razzisti, gli ululati dei tifosi nei confronti del calciatore del Napoli, Kalidou Koulibaly, sono continuati anche quando – ammonito e poi espulso dall'arbitro Mazzoleni – stava lasciando il campo.

Fulvio Collovati, seconda voce in trasmissione, aggiunge un altro spunto di riflessione alla situazione quando fa riferimento alla decisione del direttore di gara scaturita dall'applauso polemico del centrale senegalese: "Mazzoleni qui ha sbagliato di grosso, è un errore clamoroso. Perché non ha applaudito la sua decisione di ammonirlo ma è stato un gesto nei confronti degli imbecilli che urlavano quei cori". La narrazione continua con Giulio Delfino che aggiunge: "Così non va bene, oltre al danno c'è anche la beffa. Non può finire fuori un calciatore che è stato beccato dal pubblico con gli ululati, Koulibaly è una vittima di tutto questo".

Dunque dal racconto in diretta radiofonica di quei frangenti emerge una dinamica molto chiara di quanto accaduto in quei pochi secondi intercorsi tra l'ammonizione del calciatore e il provvedimento disciplinare subito: Koulibaly ha applaudito per dire "ma come ammonisci a me e non vedi quello che stanno facendo?" non era una mancanza di rispetto nei confronti dell'arbitro ma una reazione emotiva alla situazione ambientale che stava subendo. Del resto, non è forse stata la stessa Uefa a far notare che è stato violato il protocollo anti-razzista proprio in merito all'episodio che ha visto protagonista – suo malgrado – Koulibaly?