Leonardo e Gattuso rappresentano l'anima del Milan. Da giocatori hanno fatto le fortune del club rossonero ed hanno sempre incarnato lo spirito della società, proseguendo l'avventura con il club da allenatori (entrambi) e da dirigente (solo Leonardo). I loro addii, arrivati a poche ore di distanza l'uno dall'altro, derivano da forti divergenze con i vertici societari. Le dimissioni dei due esponenti del club rossonero rappresentano una grave perdita per il Milan in termini di identità, ma significano anche un importante guadagno: non essendosi trattato di esoneri, le casse del team di via Aldo Rossi potranno risparmiare circa 11 milioni di euro.

Nel dettaglio, l’ex trequartista brasiliano percepisce circa 3,5 milioni di euro lordi all'anno. Diverso il discorso per Gattuso. «Rinuncio a due anni di contratto perché la mia storia col Milan non potrà mai essere una questione di soldi», ha dichiarato Ringhio, che avrebbe rinunciato agli 11 milioni lordi che gli sarebbero spettati nelle prossime due stagioni per garantire il pagamento dell’intera buonuscita da 4 milioni complessivi al suo staff. Lo stipendio di Gattuso sarebbe di circa due milioni di euro l’anno, pari a circa 3,7 milioni lordi a stagione e quindi per i prossimi due anni avrebbe dovuto incassare circa 7,5 milioni. Un risparmio complessivo per le casse del Milan tra gli 11 e i 14,5 milioni di euro.

La nuova politica "low cost" del Milan

Gattuso aveva chiesto alla dirigenza alcune garanzie tecniche sul rafforzamento della squadra, ma ha capito chiaramente che la nuova società non potrà investire sul mercato se non per acquistare giovani giocatori da valorizzare. Per questo motivo ha deciso di lasciare la panchina del club rossonero, alle prese con diverse questioni legate ai conti e al bilancio. In attesa di una decisione dell'Uefa sul Fair Play Finanziario, il Milan potrebbe decidere di far partire anche alcuni big: Donnarumma e Romagnoli su tutti.