Senza Leonardo e Rino Gattuso, il Milan prova a ripartire ancora una volta dalle proprie ceneri con Ivan Gazidis al comando. Arrivato in Italia nello scorso dicembre, l'amministratore delegato ha infatti preso pieni poteri ed è ora impegnato a tracciare la linea guida che dovrà seguire la società rossonera. Il progetto del dirigente sudafricano, al di là dei punti di domanda sul futuro di Paolo Maldini e dell'allenatore, è chiaro e segue una logica ben precisa: quella di abbattere il prima possibile il passivo di bilancio e di dare una sostenibilità al nuovo corso milanista. Per fare questo, la proprietà Elliott ha così dato mandato al dirigente sudafricano di riorganizzare staff e squadra tenendo ben presente i problemi economici e i paletti importi dal Fair Play Finanziario dell'Uefa.

"Da quando sono arrivato a dicembre – ha spiegato Gazidis alla Gazzetta dello Sport – ho sfruttato tutto il tempo a disposizione per capire il club e il calcio italiano. Non ho parlato finora perché ho preferito studiare tutto con umiltà, ma adesso è giunto il momento di spiegare il progetto della mia società ed esprimere il mio punto di vista. Elliott ha preso un club sul quale pendeva la spada di Damocle di pesanti sanzioni e in un paio di settimane ha dovuto risolvere problemi enormi. Ha salvato il Milan. Se non fossero stati versati 220 milioni di euro nel club per rifornirlo di capitale e rispondere agli obblighi, si sarebbe andati incontro alla bancarotta e al rischio retrocessione".

Perché il Milan non comprerà top player

"E' necessaria una riorganizzazione economica, con la capacità di generare profitti e reinvestirli – ha aggiunto l'ad milanista – Serve poi aumentare la qualità della squadra, che deve tornare al top in Italia e in Europa; infine bisogna trovare le giuste soluzioni per lo stadio, sia esso San Siro o un impianto nuovo: dovrà essere invidiato in tutto il mondo. Non c’è una dead line, servirà tempo ma ci riusciremo". Una ricostruzione che si prevede dunque non a breve termine, e che non contemplerà la presenza nella rosa di giocatori di alto profilo: "Vogliamo prendere giocatori di qualità che crescano qui e che diventino l’orgoglio dei tifosi. Non compreremo giovani talenti per poi rivenderli, ma perché rimangano e facciano la storia del Milan del futuro. La nostra strategia non è investire in top player o in giocatori che già lo sono stati: vogliamo che lo diventino con la nostra maglia".

Il ruolo centrale di Paolo Maldini

Un progetto che Ivan Gazidis vorrebbe possibilmente costruire con Paolo Maldini: "Vorrei veramente che Paolo restasse al Milan e mi aiutasse in questa grande sfida con un ruolo sempre più centrale e importante – ha concluso – Lui rappresenta i valori e la cultura del club, io lo ammiro tantissimo. Maldini è il Milan ed è la persona ideale per gestire l’area tecnica. Avrebbe a disposizione uno staff all’altezza e il suo ruolo non sarebbe di facciata, ma centrale nelle scelte tecniche. Paolo ci ha chiesto tempo per capire se ha l’energia giusta per ripartire con questo progetto complicato. Deve sentirsela al 100%, è la condizione per chiunque voglia venire al Milan. Ma Maldini non deve venire al Milan, lui è il Milan".